Un report esplosivo di Transport & Environment (T&E), la principale associazione europea per la mobilità elettrica, ha gettato un’ombra inquietante sull’efficacia ambientale dei veicoli ibridi plug-in (PHEV), definendoli “uno dei più grandi bluff della storia dell’auto“. Secondo l’analisi, riportata dal sito di informazione Open di Enrico Mentana, le emissioni di CO2 reali di questi veicoli sarebbero quasi cinque volte superiori ai dati ufficiali dichiarati dalle case automobilistiche.
La ricerca, basata sull’analisi delle emissioni di 800 mila veicoli circolanti in Europa – di cui 127 mila PHEV – ha svelato una discrepanza allarmante tra i risultati dei test di omologazione e l’uso quotidiano. Mentre i test WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure) stimavano che i PHEV fossero il 75% meno inquinanti dei veicoli a benzina e diesel, i dati su strada mostrano un taglio delle emissioni di appena il 19% in media rispetto ai veicoli termici tradizionali.
Il Fattore Cruciale: Modalità Elettrica Sottoutilizzata

Il divario è attribuito principalmente a una sovrastima del “fattore di utilizzo”, ovvero la quota di chilometri percorsi in modalità completamente elettrica. I test WLTP prevedevano che l’84% dell’utilizzo avvenisse in elettrico, ma T&E dimostra che la percentuale reale si aggira intorno a un ben più modesto 27%. Le ibride plug-in, dotate di motore a combustione e batteria ricaricabile, vengono dunque utilizzate in modalità ibrida o termica ben più di quanto ipotizzato.
Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, ha commentato duramente i risultati: «Gli ibridi plug-in sono uno dei più grandi bluff della storia dell’auto. Le loro emissioni si avvicinano a quelle delle auto a benzina e, persino in modalità elettrica, corrispondono a otto volte i valori dichiarati nei test ufficiali. Non c’è retorica sulla neutralità tecnologica che possa negare l’evidenza».
Multe Scongiurate e Costi per gli Automobilisti
La sottostima delle emissioni avrebbe avuto un doppio effetto. Da un lato, avrebbe consentito ai principali gruppi automobilistici di evitare multe per oltre cinque miliardi di euro tra il 2021 e il 2023, facilitando il rispetto fittizio degli obiettivi di $\text{CO}_2$ imposti dall’UE. Dall’altro, gli automobilisti si troverebbero a fronteggiare costi di gestione circa 500 euro in più all’anno rispetto a quanto suggerito dai consumi ufficiali.
Dibattito in UE e la Spinta dei Costruttori
Lo studio di T&E giunge in un momento cruciale per l’industria automobilistica, con le istituzioni europee pronte a rivedere i regolamenti di settore entro la fine dell’anno. La pressione per rivedere lo stop alla produzione di nuove auto a benzina e diesel dal 2035 è forte, con l’industria che invoca la “neutralità tecnologica” per prolungare la vita dei PHEV e l’utilizzo dei biocarburanti. Tuttavia, la ricerca di T&E rafforza la posizione di coloro che spingono per una transizione più rapida e decisa verso la mobilità esclusivamente elettrica.













