Il voto unanime delle Regioni aderenti all’Automotive Regions Alliance (ARA) ha accolto una mozione presentata dall’Abruzzo, volta a creare un regime temporaneo che permetta anche alle regioni in transizione di finanziare investimenti per l’estensione delle attività, il miglioramento tecnologico e l’ampliamento degli investimenti per le piccole e grandi imprese del settore. La richiesta si concentra in modo particolare sulla filiera e sull’indotto che sono strettamente legati alle grandi aziende produttrici. Commentando da Monaco di Baviera, l’assessore Tiziana Magnacca ha definito il risultato come un’importante convergenza tra tutte le Regioni dell’automotive.

Le regioni europee non hanno messo in discussione la tutela ambientale e la riduzione delle emissioni di CO2, ma hanno richiesto chiaramente all’Unione Europea di ribadire la neutralità tecnologica, permettendo quindi la libertà di scelta tra diverse tecnologie come l’ibrido, l’idrogeno e i biocarburanti. Inoltre, è stato chiesto un grande piano di risorse straordinarie per sostenere le imprese automobilistiche e quelle dell’indotto, oltre a una maggiore flessibilità nella gestione dei fondi europei per sostenere le imprese e i lavoratori. Infine, la mozione pone l’accento su lavoro, competenze e innovazione.

Il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio ha ribadito la necessità per l’Europa di avere il coraggio di fare scelte chiare, leggendo i segnali del mercato che mostrano volumi di produzione molto bassi nel settore. La Regione Abruzzo ha affermato con decisione che le attuali decisioni dell’Unione Europea sulla transizione verde hanno creato un futuro incerto e ha chiesto di essere ascoltata nell’interesse dei lavoratori e dei territori.

Prima della pandemia, le vendite annuali di auto in Europa raggiungevano i 12 milioni, mentre nel 2024 sono scese a 6 milioni. Il settore automobilistico europeo, tra occupati diretti e indiretti, conta 13 milioni di persone e assorbe il 31% degli investimenti in ricerca. L’assessore Magnacca ha sottolineato che è fondamentale rimanere competitivi per contrastare i produttori cinesi, che avanzano con veicoli elettrici accessibili, e gli USA, che investono ampiamente in innovazione.