In risposta alla crescente attenzione nazionale sul virus West Nile, la Regione Abruzzo ha rafforzato le misure di prevenzione e controllo, pur non registrando al momento casi confermati sul territorio. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS), in collaborazione con le autorità regionali e locali, ha avviato un monitoraggio capillare sugli animali, in particolare sugli uccelli selvatici, principali serbatoi del virus.
Il dirigente veterinario Guido Di Donato ha illustrato al TGR Rai Abruzzo l’impegno dell’IZS nel tracciamento precoce del virus, sottolineando l’importanza della sorveglianza veterinaria e ambientale. Parallelamente, diversi comuni hanno intensificato le attività di disinfestazione, con interventi larvicidi e adulticidi mirati nelle aree urbane e periurbane.
Secondo il Ministero della Salute, la prevenzione resta la strategia principale, in assenza di vaccini o terapie specifiche. Le raccomandazioni includono l’uso di repellenti, zanzariere, abbigliamento protettivo e l’eliminazione dei ristagni d’acqua. Tuttavia, alcuni esperti come il microbiologo Andrea Crisanti hanno sollevato dubbi sull’efficacia delle disinfestazioni effettuate in piena estate, ritenendole tardive rispetto al ciclo biologico del virus, che si attiva già in primavera4.
Nonostante l’assenza di allarme sanitario in Abruzzo, la circolazione del virus in altre regioni italiane e l’aumento dei casi nazionali impongono una vigilanza costante. Le autorità invitano la popolazione a segnalare eventuali sintomi sospetti e a collaborare con le misure di prevenzione ambientale e personale.
Per aggiornamenti ufficiali e informazioni, è attivo il numero verde 1500 del Ministero della Salute.













