L’affaire biodigestore di Carapollo, si complica. L’annuncio di un prossimo inizio dei lavori, almeno per quanto riguarda la demolizione del vecchio inceneritore che farà posto al nuovo impianto, arriva durante un incontro con la stampa del sindaco Gianguido D’Aberto e del presidente della Team Sergio Saccomandi. Un incontro organizzato proprio sul sito che di lì a poco – il senso delle parole del sindaco – “avrebbe cambiato il volto alla zona con un impianto di riciclo rifiuti, pubblico, rivoluzionario e soprattutto rispettoso dell’ambiente”.

Una conferenza stampa convocata in seguito alle notizie dell’avvenuto placet da parte dell’AIA, l’organismo regionale che si occupa di ambiente, e del superamento di due ricorsi, presentati al Tar dall’Associazione Ambiente e Sicurezza, entrambi respinti. Tutto finito, quindi.

Anzi no. A dieci giorni dalla conferenza stampa, arriva la risposta dell’Associazione. La presidente Antonella D’Angelo Gallo, ci aspetta nel suo studio in via Masci. Affronta l’argomento con la sua solita risolutezza. Al fianco c’è l’avvocato Fabio De Massis, del foro di Pescara, che segue la vicenda.

Entrambi, li sentiremo nelle interviste, raccontano un punto di vista diverso che si preparano a far valere carte alla mano. Se dovesse servire, anche “rivolgendosi alla Procura”. Si opporranno, intanto, all’autorizzazione rilasciata dall’Aia e confermano che i ricorsi sono ancora in piedi. Chiederanno inoltre chiarimenti su due pareri contraddittori dei Tar del Lazio e dell’Abruzzo sullo stesso argomento. L’Associazione non si arrende, insomma, anche se ribadisce di non essere contraria in linea di principio alla realizzazione del biodigestore, ma di essere interessata solo alla tutela della salute dei cittadini”.

LE INTERVISTE:

L’avvocato Antonella D’Angelo gallo, presidente dell’Associazione Ambiente e Sicurezza Città di Teramo

L’Avvocato Fabio De Massis, che assiste l’Associazione