Temperature elevate e notti tropicali stanno mettendo a dura prova la salute pubblica nei comuni costieri del Medio Adriatico. È quanto emerge dal terzo bilancio 2024 dell’Osservatorio Clima e Salute nell’ambito del progetto Life+ A_GreeNet, diffuso da Goletta Verde di Legambiente all’apertura della tappa abruzzese.
Sette i comuni analizzati in provincia di Teramo, Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi. Incrociando i dati ISTAT con le stazioni meteorologiche locali, emergono condizioni climatiche eccezionali: temperature massime fino a 40°C e notti tropicali prolungate, con pesanti ricadute sanitarie, in particolare per gli anziani.
I DETTAGLI:
ALBA ADRIATICA: LUGLIO INFUOCATO, 11 DECESSI
A giugno già 9 notti tropicali e 7 giornate sopra i 30°C. A luglio, 11 morti (14 over 70 su 15 totali in estate), in netto aumento rispetto alla media 2015-2018 (10,75).
MARTINSICURO: 28 NOTTI TROPICALI E 12 DECESSI
Dal 7 al 31 luglio temperature sopra i 30°C. Quasi tutti i decessi (11 su 12) tra gli over 70.
GIULIANOVA: SETTEMBRE ANOMALO, 27 MORTI
Primi 9 giorni del mese con oltre 30°C di giorno e minime notturne sempre sopra i 20°C. Le morti tra gli over 70 sono state 21 su 27.
PINETO: PICCHI DI 40,6°C AD AGOSTO
9 morti a giugno, 12 ad agosto contro una media storica di 9. A luglio 28 giorni sopra i 30°C e minime notturne raramente sotto i 20°C.
ROSETO DEGLI ABRUZZI: AGOSTO ROVENTE, 27 DECESSI
Quasi ogni giorno sopra i 30°C e 29 notti tropicali. Ben 17 delle 27 morti tra gli over 70.
SILVI: AGOSTO DRAMMATICO, +100% DI MORTI
11 decessi a giugno, 22 ad agosto (media storica: 11). Temperature sopra i 30°C per 27 giorni e minime mai sotto i 30°C ad agosto.
TORTORETO: AGOSTO DI FUOCO, 12 MORTI
27 giorni sopra i 30°C, picco di 38,8°C. 10 delle 12 vittime erano over 70.
I RIMEDI: AUMENTO DEL VERDE URBANO E ADATTAMENTO CLIMATICO
Le aree urbane costiere sono particolarmente vulnerabili a causa dell’effetto “isola di calore”, legato all’uso eccessivo di superfici impermeabili e con bassa riflettività solare. In alcuni quartieri urbani si registrano fino a 4°C in più rispetto alle aree rurali. Legambiente chiede strategie urgenti di adattamento climatico, a partire dall’aumento del verde urbano e dall’applicazione di buone pratiche già attuate in altre città italiane e internazionali.
I CONSIGLI DEGLI ESPERTI:
“Le alte temperature possono essere particolarmente dannose per gli anziani, che spesso percepiscono maggiormente il caldo a causa di condizioni mediche preesistenti, farmaci che influenzano la termoregolazione e una ridotta sensazione di sete. I sintomi comuni di disagio da calore includono affaticamento, sonnolenza, debolezza, irritabilità, tachicardia, mal di testa, nausea e vertigini.
Per proteggere gli anziani durante i periodi di caldo intenso, è essenziale incoraggiarli a bere frequentemente liquidi freschi e non zuccherati (almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno), evitando bevande gassate, caffè e tè. È consigliabile che soggiornino in ambienti climatizzati o con ventilatori, mantenendo una temperatura moderata e non troppo fredda. Durante le ore più calde, è utile tenere tende chiuse e finestre aperte solo la mattina presto, la sera tardi o di notte.
L’alimentazione dovrebbe essere leggera, privilegiando frutta, verdura, gelati alla frutta e pasta, ed evitando cibi pesanti, grassi o piccanti. È fondamentale non interrompere le terapie mediche senza consultare il medico. Gli anziani dovrebbero indossare abiti leggeri, di cotone e chiari, ed evitare di coprirsi eccessivamente. Per chi assiste anziani non autosufficienti, è importante monitorare l’assunzione di liquidi e l’idratazione (ad esempio, controllando il colore e la quantità delle urine). Spugnature e impacchi freddi possono offrire sollievo. Infine, e soprattutto, è cruciale non lasciare mai soli gli anziani durante i mesi estivi, poiché sono più vulnerabili e necessitano di costante supervisione e cura”.














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