dalla Redazione:
Solo un paio di mesi fa, la filodiffusione e una nuova illuminazione erano state inaugurate alla villa Comunale. Un evento. Uno di quelli di gran richiamo con la pattuglia degli amministratori col discorsetto mandato a memoria la sera prima. Il solito copione, insomma. A due mesi da quel giorno la Villa Comunale, fiore all’occhiello della città, intitolata alla medaglia d’oro al valor civile Stefano Bandini, sta affrontando una duplice emergenza che minaccia di comprometterne la vitalità: la crescente scarsità idrica e una minore cura nel decoro. Una Villa molto meno “colorata” che ha sicuramente vissuto negli anni passati tempi migliori sotto la gestione dell’ex assessore Di Bonaventura, con aiuole ordinate e fiorite e l’inserimento di un importante numero di fauna decorativa.
In particolare, la problematica legata all’acqua non è nuova. Ci dicono che una significativa diminuzione della portata era già evidente lo scorso anno, e la situazione, con questi picchi di caldo estremo, sta degenerando. Tra le cause possibili, “un abbassamento critico della falda acquifera che alimenta la zona. L’acqua, arriva con unica conduttura fino a viale Bovio e poi si divide tra una tubatura di competenza comunale e una che serve il Nucleo Industriale. Ed è proprio quest’ultima diramazione, secondo le informazioni che abbiamo raccolte, a destare ulteriori preoccupazioni. Nel periodo estivo la fisiologica riduzione della risorsa idrica si scontra con una maggiore richiesta da parte del Nucleo Industriale, creando un equilibrio sempre più precario“.
“A complicare il quadro, ci viene detto ancora, emerge un sospetto di perdite dal serbatoio situato a circa 200 metri dalla Villa Comunale. Il serbatoio, che dovrebbe rifornirsi durante le ore notturne, non mostrerebbe un aumento di livello quando la portata dalla presa è ridotta. Tale anomalia suggerisce che una parte dell’acqua in ingresso potrebbe disperdersi prima di raggiungere la sua destinazione, aggravando ulteriormente la carenza idrica in un momento di massima necessità“.
Per mitigare l’emergenza, lo scorso primo luglio il Comune ha “pompato” con mezzi propri un certo quantitativo d’acqua. Una “buona azione”, ma solo un palliativo. Risulta a Piazzamartirinews, che si sta valutando anche l’adozione di un sistema di pompaggio continuo per garantire l’ossigenazione dell’acqua del lago. Una soluzione tampone nella speranza di interventi strutturali. Più urgenti che mai.














Lascia un commento