Il comunicato:
“Nessun ponte del dialogo. Nel nostro comune si alzano i muri della discriminazione. Ancora una volta l’Ente comunale nega ai cittadini ed agli ambientalisti del Comitato ogni possibilità di confronto con tecnici e amministratori sulle prospettive di ricostruzione dell’ambiente verde del nuovo lungomare ancora in fase di realizzazione.
L’Ente fugge reiteratamente dal confronto. Il nuovo lungomare ha subito diversi sostanziali stravolgimenti rispetto al progetto iniziale ( persino piazza Quasimodo non verrà realizzata e verrà ripensata a seguito della volontà di alcuni cittadini elettori del Sindaco).
Ma sulla gestione del progetto verde si denota una rigidissima gestione che continua ad imporre alla città intera la conferma di errori su errori e la realizzazione di un ambiente gravemente deteriorato e pregiudicato.
Questa discriminazione esercitata contro una parte dei cittadini più attenti al verde pubblico avviene alla luce del sole, per atti pubblici, mentre altre categorie di cittadini rappresentanti di altri “interessi diffusi” vengono ricevuti in comune entro le 48 ore con piena disponibilità di tecnici ed assessori.
La disparità di trattamento è umiliante. Chiaramente la pessima gestione del nostro Ente vede gli uffici e gli amministratori schierati nella comune difesa di posizioni politiche e di rendita anche a costo di pregiudicare i diritti dei cittadini non in linea con certe pretestuose, pessime affermazioni di volontà.
Questi cittadini senza diritto di parola vengono così cacciati dal comune e assistono sbalorditi alla imposizione di un progetto verde fallimentare dove le stesse difficoltà di attecchimento delle nuove specie arboree introdotte ex novo sul lungomare sono ormai divenute drammatica rappresentazione degli errori progettuali innegabili ed evidentissimi.
Siamo al terzo reimpianto della festuca bruciata dal sole, alla nuova crisi degli aceri già in giugno, al principio di disseccamento degli ulivi. Il lungomare sud completamente assolato di giorno in estate non è praticabile dai cittadini. Il progetto verde del lungomare è ormai divenuto un diktat politico imposto alla città.
La parte amministrativa ben avvezza a parlare di dialogo nei bar con i propri sostenitori, lascia poi alzare i muri della discriminazione nelle stanze comunali ripudiando cittadini preparati che hanno sicuramente qualche cosa di migliore da proporre rispetto alla miseria progettuale promossa dalla Giunta.
Una pagina nera che racconta bene l’evidente decadenza del nostro Ente comunale finito da anni in mano ad una gestione sconsiderata. Oggi si tocca inevitabilmente, con l’ultima versione della gestione Casciotti, il punto più basso della storia”.
ALBA RINASCITA














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