Il lungo e travagliato percorso del progetto Megalò 3, il mastodontico centro commerciale che avrebbe dovuto sorgere nei pressi dell’esistente complesso, a poca distanza dal fiume Pescara, si conclude con una definitiva battuta d’arresto. Il Consiglio di Stato, riporta Il Centro, ha infatti respinto il ricorso presentato dalla società Akka srl, ponendo così la parola fine a una vicenda iniziata nel lontano 1999. Una vittoria anche per gli ambientalisti che da sempre avevano ritenuto la realizzazione dell’ ennesimo centro commerciale altamente invasivo per il territorio.

Il progetto, che prevedeva la realizzazione di una struttura di cemento con una superficie complessiva di oltre 200mila metri quadri, era inserito nel “Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (Prusst)-La città lineare della costa 8/94-zona C”. Tuttavia, nel corso degli anni, ha incontrato numerosi ostacoli e resistenze, caratterizzati da ondivaghi orientamenti da parte delle diverse amministrazioni comunali di Chieti che si sono succedute.

La vicenda aveva anche assunto contorni giudiziari nel 2015, quando un’inchiesta per corruzione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila aveva coinvolto politici e imprenditori, portando al sequestro dell’area interessata dal progetto.

La decisione del Consiglio di Stato rappresenta dunque l’epilogo di un iter burocratico e giudiziario durato oltre vent’anni, segnando la definitiva rinuncia alla realizzazione del contestato Megalò 3.


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