L’Unione Europea ha fissato una data storica per il settore automobilistico: a partire dal 2035, ha annunciato la presidente Von der Leyen, sarà vietata la vendita di nuove auto con motori a combustione interna. Questa decisione epocale, parte da un ambizioso piano per raggiungere, secondo le convinzioni dei profeti del green, la neutralità climatica entro il 2050.

Tuttavia, chi possiede già un’auto a combustione interna potrà ancora usarla, e il mercato dell’usato rimarrà attivo. Il divieto, inoltre, non sarà assoluto: potrebbero esserci deroghe per veicoli alimentati con carburanti sintetici o idrogeno, a patto che non emettano CO₂.

Possedere un’auto a combustione interna costerà però di più

Cosa cambierà per gli automobilisti? Chi continuerà a guidare auto a combustione interna dovrà prepararsi a sostenere costi maggiori. L’Unione Europea sta valutando l’introduzione di tasse ambientali più elevate, possibili imposte sulle emissioni di CO₂ e la riduzione o eliminazione degli incentivi per i combustibili fossili. Queste misure mirano a incentivare la transizione verso veicoli meno inquinanti.

Se sarà la scelta giusta è tutto da scoprire. La svolta green ha finora creato un’infinità di problemi al settore automotive e al suo indotto. Con forti ripercussioni negative anche sul mantenimento dei posti di lavoro, ai danni di migliaia di persone dal futuro incerto. E l’Abruzzo è tra le regioni d’Italia più colpite.

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L’Unione Europea ha tuttavia promesso incentivi per agevolare la transizione e limitare i danni. Ma, secondo molti scenziati ed esperti, non si otterranno comunque benefici per l’ambiente, visto l’alto tasso di inquinamento che producono le aziende fornitrici della componentistica, dalle quali bisognerà giocoforza rivolgersi. Tutte collocate in Cina e India, grandi “nemiche” dell’ambiente, uniche detentrici delle materie prime. E le sole a trarne vantaggi. L’industria automobilistica, ricordiamo, contribuisce all’8% del valore aggiunto manifatturiero europeo. Una cifra enorme. Il rischio che corre il Vecchio Continente è quello di innescare forti crisi economiche regressive senza ottenere vantaggi climatici.

Mentre negli Stati Uniti, nonostante l’influenza di Elon Musk, pioniere dell’auto elettrica , si sta facendo marcia indietro (il che è tutto dire), l’Europa continua per la sua strada. Se sarà stata la scelta giusta lo si saprà solo tra 20 anni. Quando sarà troppo tardi per tornare indietro e quando lo sarà per mettere davanti alle proprie responsabilità chi ha deciso oggi il destino dell’Europa..

Enrico Squartini


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