Elvezio Zunica, presidente provinciale di Italia Viva, attraverso un comunicato, lancia l’allarme sullo stato di attuazione del PNRR sanitario in provincia di Teramo, parlando di una situazione «estremamente preoccupante». Sette strutture tra Ospedali di comunità e Case della salute risultano ferme sotto il 30% di avanzamento e questo, avverte, espone il territorio al «concreto rischio di restituzione dei fondi PNRR, pari a circa 15 milioni di euro», a causa delle scadenze europee fissate tra marzo e giugno. Secondo Zunica, il problema è soprattutto politico e strutturale: l’Abruzzo non ha avviato una vera riorganizzazione della rete ospedaliera e continua a mantenere 23 ospedali in una regione di 1,2 milioni di abitanti, una situazione «del tutto sproporzionata» che impedisce di liberare personale e risorse per la medicina territoriale, come richiesto dal PNRR. Da qui nasce il paradosso di nuove strutture che rischiano di non funzionare, perché «non si è voluto ripensare il sistema ospedaliero nel suo complesso».
Critiche anche al progetto del nuovo ospedale di Teramo, giudicato pieno di limiti: dalla scelta del sito alle risorse insufficienti, fino alla costruzione per lotti. Zunica sottolinea che si procede «ripiegando sulla costruzione di un unico lotto che rischia di restare tale per un tempo indefinito», creando incertezza e sottraendo risorse alla medicina di prossimità. Il risultato è che la sanità territoriale resta sulla carta e viene meno il principio della sanità «vicina alla persona». In conclusione, Zunica chiede assunzione di responsabilità e una verifica seria della gestione del PNRR: «qualcuno deve assumersi la responsabilità di questi fallimenti», concludendo con la richiesta di «un’analisi rigorosa, trasparente e senza sconti» da parte della politica e dell’amministrazione.













