di Enrico Squartini
“Teramo deve capire qual è la sua vocazione. E non può che essere la cultura in tutti suoi aspetti , e il compito spetta all’Università“. Parole che sono l’estrema sintesi dell’incontro con la Stampa che il Magnifico Rettore Christian Corsi ha avuto stamani nell’aula Magna dell’UniTe, a Colleparco.
L’obiettivo passa attraverso la creazione della Cittadella della Cultura. Un’imponente iniziativa di riqualificazione urbana che investe il complesso dell’ex ospedale psichiatrico Sant’Antonio Abate. Operazione definita dal Magnifico Rettore “uno dei pilastri del mio mandato, che si aggiunge al raddoppio della sede di Medicina Veterinaria e alla nascita del Centro di ricerca AgroBioServ“.
Il progetto (Guarda il rendering in video https://youtu.be/6pDnqqV1xK8) ha lo scopo di creare uno spazio condiviso dedicato alla cultura e all’alta formazione. Con un importante valore aggiunto: radicare l’Ateneo nel cuore della città, potenziandone il ruolo di presidio culturale e sociale. Il Rettore ne ha ripercorso tutto l’iter, a partire dal Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud del 2016, con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il recupero dell’area, fino al concorso di idee del 2018.

Dopo una fase di stallo dovuta alla revoca dei finanziamenti, il progetto ha ripreso slancio con la firma, lo scorso 27 gennaio, di un nuovo atto di concessione tra il Rettore Corsi e la Regione Abruzzo. Un passo che ha permesso di recuperare 20 milioni di euro. Una risposta positiva è arrivata anche dall’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, che in base ad alcuni esposti, aveva preso in esame tutto l’iter. Nulla è stato riscontrato dai legali dell’ente, i quali ne hanno confermata la regolarità. L’Ateneo ha così potuto procedere finalmente alla pubblicazione del bando per l’affidamento dei lavori; riguarderanno come primo passo, una superficie di 8.094 metri quadrati del progetto complessivo di 21.000 (vedi il fotorendering).

Il bando, chiuso il 20 giugno scorso, ha visto l’adesione di 35 aziende di diverse parti d’Italia, ognuna con la propria proposta, “a testimonianza, dice Corsi, dell’interesse che l’opera ha suscitato“. La Commissione di valutazione, recentemente nominata, avrà 60 giorni per esaminarle. La conclusione dei lavori è fissata per il 31 dicembre 2028.
L’obiettivo primario è la nascita di un centro d’eccellenza capace di generare un impatto significativo sullo sviluppo socio-economico di Teramo e del suo territorio. Il Rettore Corsi ha enfatizzato il ruolo centrale dell’opera per il rilancio dell’identità cittadina. “Questo progetto non vuole solo ricomporre una ferita urbanistica e nella memoria della città,” ha spiegato. “Attraverso la Cittadella della Cultura vogliamo riscoprire e sottolineare una sua nuova vocazione nel segno della cultura, dell’innovazione e della ricerca.“.
Ascolta il Rettore Corsi: https://youtu.be/yCpbnkj2BEk

La Cittadella ospiterà quasi certamente la facoltà di Scienze della Comunicazione, alla quale si aggiungeranno una biblioteca, spazi per associazioni e altro di interesse culturale pubblico. Alla domanda su che fine farà la sede “extramuros”, Corsi lancia una proposta. Coraggiosa, futuristica, ma interessante. “Si potrebbe, ha detto, portare lì tribunale a stretto contatto con la facoltà di Giurisprudenza. Lo si fa già in medicina, con ottimi risultati. Pensate a quegli studenti che, finita la lezione, potrebbero entrare in contatto immediato con il mondo che li aspetta”.
Il Rettore ha concluso sottolineando l’urgenza di un nuovo modello vocazionale per una città che da tempo affronta lo spopolamento del centro storico e la perdita di importanti servizi.
La Cittadella della Cultura rappresenta un’opportunità unica per far emergere l’unicità e il valore di Teramo, anche al di fuori dei suoi confini.
Enrico Squartini















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