Si è conclusa oggi la visita istituzionale di due giorni a Bratislava del rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Christian Corsi, finalizzata al consolidamento dei rapporti scientifici e accademici con la Slovacchia. Nel corso della missione, il rettore ha incontrato al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca il segretario generale Marcel Vysocký e il direttore del dipartimento per l’internazionalizzazione Denis Nedelka, ponendo le basi per l’avvio di progetti di ricerca congiunti e per il potenziamento dei programmi di mobilità dedicati a docenti e studenti. Il percorso di collaborazione ha toccato anche il settore scolastico attraverso la visita al Liceo Sáru di Bratislava, istituto storico per l’insegnamento bilingue italo-slovacco, dove è stata valutata l’organizzazione di scambi culturali e di una scuola estiva a Teramo per gli studenti superiori. Sul fronte accademico, l’ateneo abruzzese ha stretto intese con i principali centri d’istruzione del Paese. Presso la Comenius University, l’incontro con il rettore Marek Števček e i prorettori Viera Štvrtinová, Jozef Masarik e Radomír Masaryk ha condotto a un accordo per la firma di un memorandum di cooperazione scientifica.

Successivamente, la delegazione italiana si è recata alla Slovak University of Technology, visitando i laboratori degli istituti di biotecnologie e di alimentazione per future sinergie nel campo dell’innovazione tecnologica e alimentare. «La visita a Bratislava – ha dichiarato il rettore Corsi – ci ha confermato la presenza di un ecosistema accademico in espansione e orientato all’innovazione, con partner accademici di rilievo in aree strategiche per lo sviluppo delle nostre reti di ricerca. Rafforzare queste alleanze significa offrire nuove opportunità ai nostri ricercatori e studenti e favorire la crescita della città di Teramo con l’attrazione di competenze e progetti internazionali. Ho avuto modo, inoltre, di apprezzare la diffusa tradizione di studi italianistici e la presenza di sezioni bilingui italo-slovacche, ho incontrato studenti superiori eccellenti che guardano all’Italia per il proprio futuro accademico e confido di poterli accogliere presto in Ateneo».