Contrada Casalena vivrà di una nuova vita. Il progetto dal nome suggestivo di Cittadella della Salute è stato presentato nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa presso la sede Asl di Circonvallazione Spalato. Erano presenti il presidente della Regione Abruzzo Marsilio, il direttore generale della Asl Di Giosia, oltre ai consiglieri Gatti, come presidente della Commissione sanità e D’Annuntiis.

Non si è parlato solo di Casalena, ma è stata anche l’occasione per Marsilio e Di Giosia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In particolare verso l’opposizione in consiglio regionale, che specie negli ultimi tempi, non perde occasione per puntare l’indice verso i bilanci delle quattro Asl Abruzzesi. “Abbiamo trovato una sanità in pessime condizioni – ha sottolineato Marsilio – con attrezzature obsolete non idonee ad una sanità moderna. L’Abruzzo, prendendo i dati ufficiali è la regione che ha investito di più in termini di rinnovamento, con un indice di molto inferiore, come vetustà delle attrezzature, alla media nazionale, secondi solo alla Campania.” Alla richiesta di un parere sulla vicenda Delfico, Marsilio ha risposto secco: “Dalla regione hanno avuto 15 milioni, e non sono stati usati“. Sollecitato anche sui problemi di collegamento tra le province dell’Aquila e Teramo quando fra tre giorni cominceranno i lavori di messa in sicurezza del bacino acquifero presso il traforo del Gran Sasso, Marsilio ha sottolineato che “dopo vent’anni che se ne sentiva la necessità, non si poteva proprio più aspettare se si vuole avere acqua sicura”

Anche il dg della Asl 4 teramana, Maurizio Di Giosia è intervenuto in difesa della sua azienda sanitaria. E, rivolgendosi anche al presidente Marsilio, ha sottolineato come la Asl abbia dovuto far fronte all’assunzione di 280 dipendenti, all’esborso di 10 milioni di euro per i buoni pasto richiesti dal personale. Un impegno non da poco che però “non ci ha impedito di guardare al rinnovamento, con nuove strutture a Sant’Omero, la ristrutturazione a breve dell’ ex collegio Ravasco a Teramo, e altro ancora., per un impegno complessivo che supera i 24 milioni, in parte con fondi Pnrr, in parte Inail e il restante da reperire“. Per quanto riguarda nello specifico il progetto di recupero di Casalena, il DG ha sottolineato che una volta che tutto sarà definito, si rivolgerà essenzialmente alla cura della demenza. Un accenno lo ha riservato anche al futuro ospedale Mazzini. “A fine novembre avremo pronto lo studio di fattibilità, speriamo nella posa della prima pietra per i primi del 2026“. Di seguito l’intervista al direttore generale della Asl teramana sulla rinascita di Casalena:


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