di Marcello Martelli

“La città si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri, Ivan Graziani, nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Una grande celebrazione è prevista per il 29 corrente mese in piazza Martiri, con eventi musicali e artistici dedicati alla memoria del cantautore. Tuttavia, ciò che doveva essere un momento di condivisione e orgoglio collettivo rischia di trasformarsi in un evento elitario, non accessibile a tutti. In particolare, sono proprio i coetanei di Ivan Graziani — coloro che hanno vissuto in prima persona la sua epoca, che hanno camminato con lui lungo gli stessi marciapiedi, che hanno ascoltato le sue prime canzoni su vinile — a essere sistematicamente esclusi da questa festa.

La grande piazza scelta per l’evento, priva di sedute adeguate, non è pensata per accogliere le persone anziane, molte delle quali con mobilità ridotta o semplicemente bisognose di sedersi dopo pochi minuti in piedi. Non solo: la conformazione dell’evento stesso, con un afflusso previsto di migliaia di giovani fan ammassati “come sardine” sotto il palco, rende l’ambiente caotico, faticoso, perfino pericoloso per chi non ha la prontezza fisica di affrontare lunghe ore in piedi tra la folla. Ci chiediamo: è questo il modo giusto per celebrare Ivan Graziani? Un artista che ha cantato la vita quotidiana, la gente comune, l’Italia vera, dovrebbe essere ricordato in una cornice inclusiva, dove giovani e anziani possano ritrovarsi insieme, come in un abbraccio collettivo. Escludere proprio i suoi coetanei, i suoi compagni di generazione, significa cancellare una parte fondamentale della sua storia.

Resta l’amaro in bocca per un evento che, sotto il nome di Ivan, tradisce lo spirito libero e umano della sua musica, piegandosi alle logiche speculative e all’indifferenza. Ivan, forse anche tu, da lassù, non sei contento. I miei biglietti forse non potrò usarli, perché non ci sono posti seduti, in Piazza Martiri (una piazza pubblica, ricordiamolo). I vecchi? Fastidiosi. Ingombranti. Non fanno foto per Instagram. Non applaudono abbastanza forte. Meglio stiparci un po’ di giovani come sardine, tanto per riempire le inquadrature (e le tasche).

Chiediamo con forza:

• L’installazione immediata di aree attrezzate con sedute, zone idonee e accesso facilitato.

• Una revisione dell’organizzazione che tenga conto delle esigenze di tutte le fasce d’età.

• Un segnale di rispetto verso gli anziani della città, che troppo spesso vengono dimenticati nei momenti di festa pubblica.

Ivan Graziani non era solo un’icona musicale, era un uomo del popolo.

Non rendiamo questa celebrazione un evento per pochi.

Facciamo in modo che sia una festa di tutti..”