In un comunicato che riportiamo in sintesi la UIL Abruzzo lancia un appello forte durante il consiglio confederale regionale tenutosi al Park Hotel Sporting di Teramo: “È giunto il momento di avviare una nuova stagione di serio confronto istituzionale e sociale su punti fondamentali per la tenuta socio-economica della nostra regione”, ha dichiarato il segretario regionale Michele Lombardo, affiancato dal segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni e dai delegati sindacali.
Al centro del dibattito, tre grandi emergenze: sanità pubblica, sicurezza sul lavoro e politiche industriali.
Per la Uil “il sistema sanitario regionale è al collasso: l’Abruzzo è al 18° posto in Italia per livelli essenziali di assistenza ed è tra le regioni inadempienti secondo il Nuovo Sistema di Garanzia. Allarmante anche il ricorso alla mobilità passiva (oltre 104 milioni di euro nel 2022) e la crescente quota della sanità privata, ormai al 43,9% del valore totale del servizio sanitario regionale“.

“Non è più procrastinabile una seria presa d’atto della situazione”, afferma il sindacato, che chiede una ASL unica regionale, più personale sanitario, il potenziamento della sanità territoriale (case della salute, medici di base) e un tavolo regionale di trattativa immediato.
Preoccupano la UIL anche i dati sugli infortuni e le malattie professionali: “13 morti sul lavoro da gennaio ad agosto 2025 e 7.744 infortuni totali. In crescita del 17,3% le malattie professionali (da 4.950 a 5.806 in un anno)“.
“La vigilanza è gravemente insufficiente: meno di 200 ispettori per oltre 41.000 aziende. Serve rilanciare il tavolo regionale ex art.7 del D.Lgs. 81/2008 per costruire politiche concrete per un lavoro sicuro”
Infine, la UIL mette in guardia sul declino dell’industria abruzzese: “La crisi dell’automotive, l’incertezza su Stellantis, le situazioni critiche di LFoundry e Marelli, la mancanza di investimenti nella ‘Valle del tubo’ creano un clima di sfiducia”. Eppure, la regione ha a disposizione 1,5 miliardi di euro di fondi europei.
“Serve una visione d’insieme: ad oggi manca una strategia chiara per usare queste risorse come leva per la riconversione industriale e la transizione”, ammonisce la UIL.
Lombardo conclude: “Siamo pronti al dialogo con tutte le parti sociali. Il tempo a disposizione è al limite: dobbiamo agire ora per garantire un futuro alle giovani generazioni abruzzesi”.












