La Conferenza Stato‑Regioni ha definito il fabbisogno formativo del personale sanitario per l’anno accademico 2026/2027, stabilendo l’accesso ai corsi universitari per medici, infermieri e altre professioni del settore. Il segretario nazionale di UGL Salute Gianluca Giuliano accoglie positivamente la programmazione, ma evidenzia che “stabilire i posti per il prossimo anno accademico è una misura necessaria che produrrà effetti solo a lungo termine”, ricordando che “la sanità pubblica è in difficoltà oggi sotto il peso di carenze d’organico”. Giuliano sottolinea che “mettere a bando migliaia di posti serve a poco se i corsi non registrano il pieno di domande o se i professionisti neo‑formati preferiscono fuggire all’estero o verso la sanità privata”, richiamando il calo delle iscrizioni e le criticità legate a retribuzioni basse, carichi di lavoro elevati e scarsa valorizzazione professionale. Per il sindacato, “per rendere davvero efficace la programmazione serve una strategia immediata basata su assunzioni stabili e adeguamento economico degli stipendi agli standard europei”. UGL Salute richiama infine la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure, ricordando che “il personale sanitario è quotidianamente esposto a rischi inaccettabili, come dimostra l’escalation delle aggressioni nei presidi ospedalieri”. Giuliano conclude che “le istituzioni devono affiancare alla programmazione universitaria azioni concrete per restituire dignità, attrattività e sicurezza a tutto il personale sanitario”.