Non era solo il ventenne alla guida della Fiat Punto che, nella notte sul ponte Filomena Delli Castelli, tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, avrebbe travolto e ucciso il diciottenne Gabriele Falcone. In quell’auto, come riporta Rete8, viaggiavano in quattro, e la presenza degli altri tre passeggeri sta assumendo un peso sempre più rilevante nell’inchiesta della Procura di Pescara. Perché mentre il gemello dell’investitore è rimasto sul posto, gli altri due giovani a bordo sarebbero scomparsi subito dopo l’impatto, lasciando il luogo della tragedia senza prestare alcun aiuto. I Carabinieri della Compagnia di Montesilvano, riporta ancora Rete8, li hanno rintracciati all’ospedale di Pescara, dove si erano presentati per farsi medicare. Sono stati tutti iscritti nel registro degli indagati a piede libero per omissione di soccorso. Le loro abitazioni sono state perquisite e i telefoni sequestrati: chat, chiamate e messaggi potrebbero chiarire cosa sia accaduto nei minuti precedenti e successivi allo schianto. Gli investigatori vogliono capire perché i due siano fuggiti e cosa abbiano cercato di nascondere. L’ipotesi che circola negli ambienti della Procura è che a bordo dell’auto potesse esserci qualcosa di illegale. Un sospetto che si intreccia con un dettaglio inquietante: l’ipotesi è che il ventenne, sotto l’effetto di sostanze, guidava in piena notte a fari spenti, circostanza da lui tuttavia smentita, per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. La Procura ha disposto la sua permanenza in carcere per il concreto pericolo di fuga e di reiterazione del reato. La posizione dei due amici, invece, potrebbe aggravarsi alla luce di ciò che emergerà dall’analisi dei loro smartphone. (Scorri per gli articoli correlati)