
La corte interna della biblioteca Delfico ha accolto ieri il primo incontro promosso dall’ associazione Tetraktis Aps, una fucina di idee con l’obiettivo di risollevare la città dal torpore che l’ha colpita negli ultimi anni. Il titolo “Il declino non è un destino“, campeggia su due monitor esposti in sala, in un formato digitale mutuato dai grandi 6×3 che per giorni hanno annunciato l’evento lungo le strade della città: caratteri bianco candido, su fondo verde. Forse non a caso, ha osservato qualcuno, il colore della speranza.

Mentore della serata il presidente della Tetraktis, l’architetto Franco Esposito il quale ha aperto i lavori proclamando un minuto di silenzio per onorare la memoria di due figure della cultura abruzzese, i giornalisti Sandro Galantini e Salvatore Coccia, scomparsi di recente. Con lui, sul palco, Simone Gambacorta, responsabile della comunicazione dell’AIL Teramo e curatore di una rubrica su SuperJ. Ospiti nel parterre, tra gli altri, il parlamentare Giulio Cesare Sottanelli, il consigliere regionale Paolo Gatti e il Magnifico Rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi che ha avuto il compito iniziale di approfondire il tema. Non si sono visti i vertici dell’esecutivo comunale, un’occasione mancata per assumere qualche utile idea. C’erano, invece, alcuni esponenti della politica e della cultura a loro vicini. Se per semplice curiosità o portatori di idee concrete, si vedrà in futuro.

Nell’affrontare l’argomento, il rettore Corsi non poteva che farlo cominciando dall’Università, dal ruolo dell’Ateneo, non solo dal punto di vista dell’offerta cuturale, ma anche come volano di sviluppo economico. Tre i pilastri su cui poggia la visione della Teramo futura nell’immaginario del rettore: cultura, formazione e ricerca. Tre punti che dovranno trovare convergenza e unità d’intenti tra istituzioni e realtà già presenti nel territorio: l’università, che si trova oggi in crescente espansione con la creazione della Cittadella della Cultura e il Campus di Veterinaria; l’IZS, un’eccellenza internazionale, il conservatorio Braga e l’Osservatorio Astronomico. Oltre a tutto l’indotto che vi ruota attorno. Il consigliere regionale Paolo Gatti si è soffermato invece sulla retrospettiva delle azioni svolte in città. Fondi a pioggia usati solo per ristrutturare anzichè anche per rigenerare. Per il consigliere, un’occasione perduta. L’incontro di ieri è solo il primo di una serie, propedeutico ad altri dove saranno portate idee e progetti nella disperata speranza, per osare un ossimoro tutto teramano, di ridare prestigio, colore e sicurezza alla città. Ascolta Franco Esposito della Tetraktis APS:















