In un comunicato diffuso stamani, l’associazione Teramo Vivi Città, solleva alcune perplessità riguardo alla gestione logistica e organizzativa degli uffici dei servizi demografici del comune di Teramo. Secondo la nota, un impiegato sarebbe stato posizionato come front office ‘proprio davanti alla porta d’ingresso dell’ufficio anagrafe, seduto dietro a un piccolo tavolo che ricorda in tutto e per tutto i vecchi banchi delle scuole elementari’, in una condizione priva di ‘nessun pannello protettivo, nessuna barriera in plexiglass, nessuna struttura idonea a garantire la sicurezza, la riservatezza o la dignità di chi si trova a svolgere una mansione così esposta al pubblico’. Proseguendo nella ricostruzione, l’associazione evidenzia come questa disposizione risulti ‘non solo umiliante per la dignità del dipendente, costretto a operare in condizioni di evidente precarietà e totale mancanza di comfort professionale, ma si rivela anche fortemente denigratoria per l’immagine stessa di un ufficio pubblico’, ricordando al contempo come il front office rappresenti il punto nevralgico di contatto con i cittadini dove la professionalità dovrebbe essere ‘valorizzata e supportata da strumenti e postazioni adeguate, non relegata a una sistemazione di fortuna’. Sulla vicenda è intervenuto direttamente Marcello Olivieri, il presidente di Teramo Vivi Città, il quale sostiene che ‘la decisione dell’assessora Ciammariconi svilisce le condizioni operative del proprio personale’ e aggiungendo che l’allestimento di una simile postazione ‘dimostra una preoccupante mancanza di attenzione non solo verso la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ma anche verso la qualità dei servizi offerti’. In conclusione, Teramo Vivi Città ribadisce la richiesta di ‘rispetto per l’impiegato del front office’, sostenendo che all’impiegato vadano rivolte delle scuse e un ‘immediato ripristino di condizioni di lavoro dignitose e consone al ruolo che l’anagrafe ricopre per la comunità’. (Per le ultime notizie clicca Primo Piano sopra il titolo)
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