Una commissione come tante senza risultati concreti. Si è tenuta, oggi pomeriggio, nella sala giunta della sede “provvisoria” del Comune di Teramo. Presente anche una delegazione di commercianti, critici per l’immobilismo dell’amministrazione, accusata di non mostrare interesse alla soluzione dei problemi, non solo del commercio, ma anche dei residenti.

“Una città disorganizzata, dove i cantieri si aprono ovunque, contemporaneamente, senza alcuna programmazione, qualcuno ha sottolineato, ma quel che è peggio è che soffre di mancanza di visione. Condizione necessaria per la sopravvivenza di un capoluogo di provincia“.

Un processo vero, oggi, dove sul banco degli imputati sedevano coloro ai quali, dopo innumerevoli incontri, i commercianti e molti residenti avevano regalato fiducia. Settanta giorni separano l’incontro di stasera con l’ultimo che si è tenuto sugli stessi temi. “L’altra volta sembrava si aprisse uno spiraglio, ricorda un commerciante, ci lasciammo con un comunicato condiviso il contenuto del quale è rimasto sulla carta“.

Dopo le critiche, tuttavia, sono arrivate le proposte. Dai commercianti ma anche da membri dell’opposizione. Alcune da attuare con il solo presupposto della volontà politica: “Diminuire il costo dei parcheggi a pagamento, per esempio, compensando le perdite con la concessione di spazi in altre zone” ha detto un commerciante. Quelle zone, elevate oggi a rango di “riserve protette”, davanti ai grandi supermercati o nelle popolose frazioni decentrate. “Una disparità di trattamento non accettabile“, è stato il senso di un intervento.

Proprio sui parcheggi i commercianti e alcuni esponenti dell’opposizione, hanno richiamato l’attenzione degli amministratori. Un intervento in particolare si è soffermato sul contratto firmato con la società di gestione, definito “sconveniente” per le casse comunali. “Sarebbe opportuno rivederlo, si è detto, raggiungendo un accordo migliore o anche andando allo scontro, come estrema ratio. Gli elementi ci sarebbero“.

Le altre proposte sono il riordino degli spazi concessi ai cantieri, a volte esagerati, e il ritorno degli uffici comunali in centro. Una soluzione che “sarebbe anche più economica in termini di costi“.

Una città viva, non spopolata, è una città sicura, prima ancora per I residenti. È il concetto che i commercianti hanno voluto sottoporre alla commissione. Dove manca la vigilanza civica, ha sottolineato a suo tempo chi della sicurezza ne ha fatto mestiere, arriva la violenza.


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