“Parcheggi Teramo, Azione: “La maggioranza inventa accordi inesistenti per coprire una gestione disastrosa”
Azione interviene sulla vicenda dei parcheggi in centro, dopo la smentita arrivata dalla Costruttori Teramani riguardo al presunto accordo per 800 posti auto a tariffe calmierate citato ieri in aula dall’assessore Filipponi.
“Da oltre un anno la maggioranza promette soluzioni ai commercianti e ai residenti del centro per mitigare i danni provocati dalla gestione fallimentare dei parcheggi, senza però aver mai messo in campo un intervento concreto”, dichiarano in un comunicato che riportiamo in sintesi, Alessio D’Egidio, capogruppo di Azione in Consiglio comunale, e Simona Mazzilli, segretaria comunale del partito. “Siamo arrivati al punto in cui, pur di rispondere alle interrogazioni della propria maggioranza, si inventano accordi con soggetti privati che non esistono. Nel frattempo, i teramani continuano a pagare il prezzo di una disorganizzazione perenne che sta paralizzando la città”.
Il partito ricostruisce la vicenda ricordando come da un anno e mezzo segua “con costanza il tema della valorizzazione del parcheggio di Piazza San Francesco, nella convinzione che una sinergia reale tra Comune e Costruttori Teramani possa rappresentare una risposta immediata ai tanti problemi in cui versa il commercio del centro”. Tuttavia, spiegano, “in questi mesi abbiamo assistito a una lunga sequenza di incontri annunciati e mai concretizzati: il privato ha avanzato una proposta, il Comune ha preso tempo. Ieri mattina veniamo informati dell’ennesimo tavolo, ancora una volta senza alcun documento, nessuna bozza, nessun impegno formalizzato, solo una embrionale fase di sperimentazione”.
Secondo Azione, nel question time del pomeriggio “il consigliere di maggioranza Mistichelli interroga l’assessore Filipponi e l’assessore, invece di fare chiarezza, espone numeri, contributi e condizioni che si sono rivelati del tutto inesistenti. Un racconto fantasioso, che fa apparire il Comune come un salvatore e il privato come una controparte esosa. È un modo irresponsabile di gestire la cosa pubblica”.













