Sono volate pietre e branditi cacciaviti stanotte a Teramo. Il nuovo teatro degli scontri tra stranieri e altri stranieri, tra stranieri e italiani è ora piazza Martiri della Libertà. A piazza Garibaldi si aggrediscono i vecchietti e le donne, altri standard. Ai piedi del duomo invece ci si affronta. Qualche giorno fa egiziani contro tunisini, per questioni di donne, pare. Stanotte, stranieri, forse magrebini, contro teramani. Se la sono data di santa ragione, fino all’arrivo della polizia e dei carabinieri. I motivi che hanno scatenato la rissa sono ancora ignoti. Ma alla fine, non è neanche importante saperlo. Motivi validi, se pure possano mai esistere per dare un senso a queste battaglie, non ce ne sono. Si va dal controllo del territorio, alla dimostrazione della propria forza, alla rivalsa etnica, all’invidia sociale. Problemi senza soluzioni se non nel mondo delle chiacchiere da talk Show. Parole spese dai santoni dell’accoglienza tout court per confermare il consenso tra i propri seguaci. Quelli che poi, però, le risse e le aggressioni le vedono solo in televisione.

Al centro, comunque ci si giri intorno, ci sono sempre loro, persone che dovrebbero stare altrove. Già immagino il tenore di qualche commento, dei difensori a spada tratta:” C’erano anche italiani, perchè dare per assodato che non sia colpa loro?”. I racconti non confermano, tuttavia l’obiezione è giusta, anzi giustissima. Il punto è che gli italiani dobbiamo tenerceli, la cittadinanza non si può toglierla. Degli altri potremmo farne a meno. Questo è il ritratto della futura, non lontanissima, Italia. (In copertina immagine di repertorio)


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