E’ consuetudine degli ultimi tempi non attenersi alle disposizioni rilasciate in materia di ordine pubblico. Sono sempre più frequenti, e in ogni parte d’Italia, le sortite di piccole minoranze in aree non autorizzate. Una aperta sfida alle Forze dell’Ordine spesso con l’unico obbiettivo di provocare disordini, situazione nelle quali il più delle volte sono proprio gli addetti all’ordine pubblico ad avere la peggio. Da parte dei manifestanti non certo un esercizio di democrazia, parola della quale in certi ambienti si abusa senza merito. Interdire alcuni percorsi sono provvedimenti presi al solo scopo di garantire sicurezza e diritti al resto della cittadinanza.

La questura di Teramo ha avviato indagini in seguito alla manifestazione a sostegno del popolo palestinese, contro le guerre e il decreto sicurezza, che si è svolta a Teramo il 28 dicembre scorso. Alcuni partecipanti avrebbero violato il divieto di accesso a Piazza Martiri della Libertà, zona interdetta dalle autorità. Durante l’incursione, sono stati accesi fumogeni e utilizzati megafoni.

Questo atto fuori programma, che ha avuto luogo oltre i limiti del percorso autorizzato, è stato monitorato dalle forze dell’ordine le quali hanno di conseguenza inviato un rapporto alla magistratura. Sarebbero stati notificati avvisi di garanzia ad una decine di persone accusate di aver organizzato una manifestazione non autorizzata, in violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. (Immagine di repertorio)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *