Il consigliere regionale Paolo Gatti interviene sul tema della ricostruzione pubblica a Teramo, e affronta il caso della scuola Savini. Lo fa in un post video sui social, che riportiamo in sintesi, ricordando in prima battuta e con una sottile vena polemica, anche quello della casa comunale di piazza Orsini, “simbolo della città che, nonostante i ripetuti annunci , è malinconicamente impacchettata da ben 10 anni e ancora non si vede un cantiere”. L’attenzione si concentra quindi sulla Savini, “importante edificio scolastico nel centro cittadino“. Gatti continua ricordando che il 5 gennaio il sindaco aveva dichiarato, attraverso Il Centro e CertaStampa, che le verifiche richieste dall’ANAC riguardavano “l’impresa e non la procedura”, sostenendo che “la città di Teramo è vittima di questo rallentamento dettato dalle verifiche dei requisiti in capo all’azienda”.
Secondo il consigliere però, la comunicazione ricevuta dall’Autorità nazionale anticorruzione racconta un quadro diverso. L’ANAC avrebbe infatti segnalato “molti errori procedurali da parte del Comune”, tali da mettere a rischio l’esecuzione dell’intervento, fino alla possibilità che “debba essere ricominciata da capo la gara d’appalto”. Nella lettera, il presidente dell’ANAC afferma di aver letto gli articoli di stampa e le dichiarazioni del sindaco. Rispetto a queste, l’Autorità precisa che “l’obiettivo primario della nostra vigilanza preventiva è quello di garantire legalità, efficienza e trasparenza delle procedure, per evitare rischi di corruzione, infiltrazioni criminali, frodi e soprattutto per evitare ritardi o criticità nella fase di esecuzione dei contratti”. L’ANAC aggiunge che “il dilatarsi dei tempi di affidamento e le criticità riscontrate non risultano in alcun modo a noi ascrivibili . L’Autorità sottolinea inoltre che la stazione appaltante (Comune di Teramo, ndr) “ha deciso di procedere senza attendere il parere preventivo dell’ANAC tramite il quale si sarebbe potuta intercettare e superare la problematica relativa all’utilizzo del criterio della sede legale”, criterio che viene definito “sbagliato”.
Un passaggio è dedicato anche ai tempi di risposta: “Noi al Comune di Teramo abbiamo risposto quando ci ha interpellato, in 13 giorni”, osserva l’ANAC, mettendo in relazione questo dato con “il tempo complessivamente impiegato dal Comune di Teramo per l’espletamento di una procedura avviata il 6 giugno 2025 e allo stato ancora non conclusa dopo 7 mesi”. Gatti conclude dicendo che la lettera dell’Anac fa intuire che “il Comune di Teramo parla troppo, parla a sproposito, sbaglia le procedure, fa perdere tempo”, con la conseguenza che “i lavori della scuola Savini probabilmente non stanno per cominciare e si sta perdendo ancora altro tempo”.













