Si sono svolti a Roma, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, i funerali in forma ufficiale dell’Ammiraglio Guido Venturoni, scomparso all’età di 91 anni. La cerimonia, che ha visto la partecipazione delle più alte cariche delle Forze Armate, è stata un momento di profondo cordoglio e omaggio a una delle figure militari e istituzionali di maggiore rilievo nella storia recente del Paese.
Il Comune di Teramo, città natale e luogo di sepoltura dell’Ammiraglio per sua espressa volontà, ha proclamato il lutto cittadino e ha partecipato con il Sindaco Gianguido D’Alberto, l’Assessore Stefania Di Padova e una delegazione della Polizia Municipale con il gonfalone.
L’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Mani, nell’omelia, ha ricordato le sue “eccezionali doti umane e professionali” e la sua “costante apertura al dialogo, pur nella fermezza e nel rigore che lo contraddistinguevano”. I vertici militari hanno sottolineato come Venturoni sapesse “coniugare rigore, serietà ed umanità”, rappresentando un punto di riferimento per intere generazioni.
Il figlio Paolo ha offerto un ricordo più intimo, tratteggiando la figura di un uomo che, nonostante i numerosi impegni legati alla sua lunga carriera militare e al ruolo in Finmeccanica, “ha sempre messo la famiglia al primo posto”.
Dopo la cerimonia romana, la salma è stata tumulata nel cimitero di Cartecchio, a Teramo. Al cimitero, il Sindaco D’Alberto ha voluto porgere un ultimo saluto, rimarcando il legame indissolubile tra l’Ammiraglio e la sua città. “La scomparsa dell’ammiraglio Guido Venturoni, figura di altissimo profilo istituzionale e militare, lascia un vuoto incolmabile nel nostro Paese e soprattutto nella sua città, Teramo,” ha dichiarato il Sindaco, aggiungendo che Venturoni è sempre rimasto “strettamente legato” alla città, sentendola “come parte viva della propria identità personale e professionale.”













