-Redazione-
Aprire un cantiere è un attimo. Basta un recinto, un cartello e il gioco è fatto e in questo Teramo vanta un palmares notevole “grazie” ai terremoti, al superbonus, ai bonus facciate, alle iniziative per le quali “ora la città può”. Non c’è via, in particolare del centro, dove non ci sia un cantiere edile. Aperti tutti insieme appassionatamente, ma questo, tuttavia, sarebbe un altro capitolo degno di attenzione. Guardare questa abbondante operosità in fondo genera ottimismo, perfino speranza in un futuro migliore. Roba da anni 60, quando il boom economico trasformava il calcestruzzo in denari e le imprese in imperi. E’ un’iperbole, naturalmente, per tenere su il morale.
Ma, come in tutte le cose, c’è un ma. Molti sono spazi tolti alla comunità. Giacciono inermi nel silenzio più assoluto. Sono vuoti, fermi, congelati. “Aperto il cantiere gabbato lu santo” si direbbe, e l’elenco è lungo. Dall’Ipogeo del quale si è parlato anche troppo (sarà pronto a settembre 2023, si proclamò), all’ex mercato coperto in piazza Verdi, all’autostazione di piazzale San Francesco, quest’ultimo aperto da poche settimane, e tanti altri ancora, come quello di via Cesare Battisti nei pressi dell’Archivio di Stato, eretto a metà settembre, ma costretto al silenzio della solitudine. Un recinto, un cartello che recita la litania degli addetti ai lavori con tanto di firme e controfirme, due martellate e poi via da qualche altra parte, per ripetere forse la stessa liturgia. Monumenti all’incompiuta mai cominciata. Superlavoro delle imprese che si aggiudicano gli appalti e poi non riescono a star loro dietro? Incompetenza degli affidatari? Mancanza di controlli? Non è dato sapere, ma ci piacerebbe saperlo.
Intanto qualcosa che si muove c’è. E’ la piccola ruspa che in piazza Orsini sta operando per riportare in vita le aiuole davanti alla fontana dei “due leoni”. Non proprio un lavoro di fino, ai danni di una incolpevole magnolia alla quale la benna ha strappato le radici. Un esperto ci dice che la pianta è a rischio di morte e che ci sono sistemi alternativi per fare il lavoro. Speriamo che la magnolia sopravviva, facciamo il tifo per lei.















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