Un’altra trovata. Cordoli in cemento lungo via Po della larghezza di 40 centimetri, uno per ogni lato, ci dicono. Speriamo vivamente in una informazione sbagliata. Un ottimo sistema per restringere la via principale d’ingresso in città, quella tra l’altro, percorsa con particolare frequenza verso l’ospedale Mazzini. Vedremo come faranno le ambulanze in caso di emergenza, con uno spazio così ristretto. Il paradosso è che alcune città farebbero carte false per avere strade larghe e comode come via Po, che i teramani ironia della sorte chiamano lo “stradone”, proprio per le sue generose dimensioni. A Teramo le strade invece le stringiamo. Mai confondersi con la massa.

Una novità questi cordoli, ad uso e consumo dei soli ciclisti della domenica, quelli in body policromi. I quali, tra l’altro, in questi corridoi dedicati, non ci vanno. Ce li vedete dentro in fila indiana? Sono aperte le scommesse. Lo documenteremo con accuratezza. Nè da quelle parti si prevede afflusso di nonni a due ruote, con nipotini a bordo. Teramo di questi cordoli davvero non ne sentiva la mancanza. Una questione di puro buon senso, specie in questi tempi.

Continua intanto l’espoliazione dei parcheggi liberi. Stavolta tocca a quelli di piazza San Francesco a ridosso del vecchio manicomio. Si sta costruendo un marciapiede che da porta Melatina conduce verso il lato destro della piazza. Un marciapiede sproporzionato, inutile, vista la grandezza dell’area. E’ fin troppo chiaro che l’intento è quello di eliminare altri parcheggi “gratis”. Sarà un marciapiede destinato ad essere privo di traffico pedonale e anche pericoloso per chi ne usufruisse per entrare in centro. Si interrompe tristemente in un angolo cieco, a ridosso del torrione, dove il traffico delle auto si stringe verso le mura. Evitatelo, quando sarà. Ne va della vostra incolumità. Sempre che non si voglia naturalmente chiudere anche la circonvallazione. Mai dire mai


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