CGIL, CISL e UIL esprimono preoccupazione per l’ipotesi di sopprimere le Consigliere di Parità regionali e provinciali, con il trasferimento delle competenze a un organismo centrale con sede a Roma. I sindacati ritengono che la riforma indebolirebbe il sistema di tutela contro le discriminazioni sul lavoro, eliminando presidi territoriali considerati essenziali per garantire accessibilità e interventi mirati. La presenza capillare sui territori, sottolineano, ha finora permesso di accogliere situazioni individuali e di agire con maggiore efficacia. «Si rischia di rendere i diritti solo formali» afferma Alessandra Tersigni. «Serve rafforzare, non cancellare, gli organismi territoriali» osserva Maria Pallotta (foto). «La prossimità è fondamentale per tutelare lavoratrici e lavoratori» aggiunge Gianna Tollis.
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