L’elicottero del 118 ha recuperato nel pomeriggio due escursionisti di 46 e 31anni, laziali, che si erano avventurati nella Valle dell’Inferno sul Gran Sasso seguendo il sentiero Geologico, una direttrice dismessa da tempo non più manutenuta. I due si sono trovati di fronte ad una conformazione del terreno impervia, non praticabile. Quando si sono resi conto di non poter procedere in avanti e neanche di ripercorrere il sentiero a ritroso, hanno allertato il Soccorso Alpino che a sua volta ha messo in moto la procedura d’intervento. E’ stato l’elicottero del 118 proveniente da Pescara ad individuare i due escursionisti e a caricarli a bordo con il verricello, dopo che un soccoritore calatosi dal velivolo li ha condotti in una zona adatta al recupero. Si ripropone ciclicamente sul Gran Sasso il problema degli escursionisti “fai da te”: impegnano uomini e mezzi mettendo i primi a loro volta in pericolo. A questo s’aggiunge l’enorme costo degli inteventi che possono superare le 3mila euro. Il punto fermo è che tutti vanno salvati e recuperati, ma in presenza di manifesta imprudenza, generale leggerezza e senza impedimenti di natura fisica, è bene che chi richiede l’intervento dei soccorsi, contribuisca alle spese. Una norma approvata in diverse Regioni quali Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e perfino in Abruzzo, fino a un esborso massimo di 1200 euro, dove pare però che non venga ancora applicata. E’ possibile tuttavia tutelarsi con una copertura assicurativa non particolarmente onerosa.