La Uil Fpl Abruzzo torna ad alzare la voce riguardo la riduzione di quasi 11 milioni di euro destinati al trattamento accessorio del personale sanitario delle quattro aziende ospedaliere regionali. Il sindacato chiede un incontro urgente con la Regione per trovare una soluzione definitiva, minacciando in caso contrario “azioni anche eclatanti”.Il segretario regionale Uil Fpl, Antonio Ginnetti, (nella foto), sottolinea che il problema era già stato sollevato dopo la decisione del dipartimento regionale della Sanità di revocare gli aumenti dei fondi stabiliti dall’articolo 11 del D.L. n. 35 del 30.11.2019 (noto come Decreto Calabria).
L’obiettivo di tale normativa statale era compensare le specifiche condizioni di lavoro come turni e reperibilità, incentivare l’impegno in reparti particolari e il raggiungimento di obiettivi.Ginnetti definisce “inaccettabile” tentare di risanare i conti della sanità pubblica agendo sugli stipendi degli operatori, i quali sarebbero doppiamente danneggiati dalle manovre regionali che, oltre a tagliare le somme per il salario accessorio, hanno anche aumentato la tassazione Irpef per la maggior parte di loro. Il sindacato avverte che a farne le spese sarà anche la collettività abruzzese, con un prevedibile peggioramento dei tempi di attesa e della qualità delle prestazioni sanitarie fornite.













