Prosegue il confronto a distanza tra Regione Abruzzo e Provincia di Teramo sul futuro della Sala Polifunzionale di via Comi, ancora chiusa al pubblico. L’Assessore regionale al Patrimonio Mario Quaglieri respinge con fermezza le accuse di inerzia mosse dalla Provincia, ribaltando le responsabilità e accusando l’ente teramano di aver creato lo stallo amministrativo.
Secondo Quaglieri, infatti, la Provincia di Teramo, proprietaria dell’immobile, “non è riuscita a eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria necessari” a causa dell’interconnessione degli impianti con l’adiacente Biblioteca “che è invece di proprietà regionale”. La Regione, sostiene l’assessore, sarebbe quindi intervenuta tempestivamente in sostituzione della Provincia “per procedere alla messa a norma e garantire la fruibilità in sicurezza degli spazi”.
L’assessore non risparmia critiche neppure sul piano dei comportamenti, rimproverando la Provincia e in particolare il suo presidente Camillo D’Angelo per aver condotto un sopralluogo “in un’area non ancora tecnicamente agibile e priva della Certificazione Prevenzione Incendi”, esponendo i giornalisti “a rischi evitabili”.
D’Angelo non ha tardato a replicare. In una nota diffusa a stretto giro, il presidente della Provincia sottolinea di avere “a cuore questa vicenda, perché la sala polifunzionale è patrimonio di tutti e di una città che ancora affronta la ricostruzione post-sisma, con evidenti problemi di spazi pubblici”.
D’Angelo invita l’assessore Quaglieri “a venire a Teramo per una verifica di persona, sia delle carte sia del sito”, auspicando che “fra istituzioni dello Stato una soluzione possa essere finalmente trovata”.
Il presidente ricorda inoltre che la Provincia ha sempre dato seguito alle richieste della Regione, “quelle documentali e quelle strumentali di nostra competenza”. “L’ultima nota inviata risale al 14 marzo scorso — conclude D’Angelo — e si chiudeva con un cordiale restiamo a vostra disposizione per ogni necessità. Da allora nessuno ci ha più risposto”.
Il caso della Sala Polifunzionale, dunque, resta aperto: mentre gli enti si rimpallano le responsabilità, Teramo continua ad attendere la riapertura di uno dei suoi principali spazi pubblici.













