La morte di Luisa Rondolone, la 74enne originaria di Roseto degli Abruzzi deceduta lo scorso 6 settembre, ha portato all’iscrizione di sette persone nel registro degli indagati. La donna è spirata due giorni dopo la caduta a bordo di un autobus della TUA, in seguito a una brusca frenata.

L’indagine dovrà accertare eventuali responsabilità sia nella dinamica dell’incidente che, soprattutto, nella successiva gestione clinica della paziente. La tragedia inizia il 4 settembre, quando la signora Rondolone, a causa della forte decelerazione del mezzo, ha battuto la testa, perdendo conoscenza. Trasportata all’ospedale di Giulianova, è stata dimessa il giorno seguente con una prognosi di sette giorni per trauma cranico.

Purtroppo, la situazione è precipitata rapidamente. La mattina del 6 settembre, la 74enne ha accusato un grave malore nei pressi della sua abitazione. Nonostante i tempestivi soccorsi del 118, per Luisa Rondolone non c’è stato nulla da fare.

L’inchiesta si concentra su due fronti distinti: l’episodio sull’autobus e la successiva assistenza sanitaria. Tra gli indagati figurano sei medici dell’ospedale di Giulianova che hanno avuto in cura l’anziana e l’autista del mezzo pubblico. Il PM ha immediatamente disposto il sequestro delle cartelle cliniche della donna e l’ascolto di numerosi testimoni per ricostruire con esattezza gli eventi.

Un passaggio cruciale nell’indagine è l’autopsia, eseguita ieri, il cui esito è atteso per fornire risposte decisive e stabilire con certezza se ci sia un nesso causale tra la caduta, la gestione del trauma cranico e il decesso.

Gli inquirenti mirano a far luce su un episodio tragico per comprendere se la morte della signora Rondolone potesse essere evitata e se le procedure mediche adottate dopo la caduta siano state adeguate al quadro clinico della paziente.