La politica rosetana si agita sulle recenti decisioni della Regione Abruzzo che riguardano il territorio del Comune. La consigliera Rosaria Ciancaione (foto), insieme ai rappresentanti di M5S, AVS, PRC e delle liste civiche progressiste, critica la conferma della riduzione della Riserva naturale del Borsacchio a 24,7 ettari e l’introduzione di un nuovo vincolo paesaggistico esteso su un’area di 1.774 ettari. Secondo l’opposizione, la scelta della Regione non garantisce una reale tutela del territorio e rischia invece di aggravare la vita quotidiana di cittadini e agricoltori. Il nuovo assetto, sostengono i gruppi progressisti, comporterà maggiori oneri burocratici e costi tecnici per qualunque intervento edilizio o agricolo.
Al centro delle critiche c’è l’iter autorizzativo, che ora prevede il parere preventivo della Soprintendenza anche per interventi di modesta entità. “La pezza si rivela peggiore del buco e chi ci rimetterà saranno tutti i rosetani, a partire dagli agricoltori che il cdx dice di voler tutelare”, affermano i rappresentanti dell’opposizione, sottolineando come il vincolo paesaggistico non sostituisca la precedente tutela ambientale garantita dalla riserva. La consigliera Ciancaione annuncia che la battaglia politica proseguirà con l’obiettivo di eliminare quello che definisce “un nuovo assurdo vincolo paesaggistico” e di ripristinare l’estensione originaria della Riserva del Borsacchio, pari a 1.140 ettari.










