Tre Delibere sull’Urbanistica sono state approvate nel corso del Consiglio Comunale del 18 febbraio scorso. La prima ha dato il via libera alla proposta di riorganizzazione dell’attività di rimessaggio caravan e natanti, con reception, magazzino e tettoie sugli stalli che si trova in via Argentina, Località Piane Vomano. Il progetto, oltre alla riorganizzazione dell’attività produttiva esistente, apre alla possibilità di realizzare, in variante al PRG vigente, una superficie da destinare ad uso abitazione del custode. “La delibera – informa un comunicato – rappresenta un’importante opportunità per il Comune di Roseto degli Abruzzi e per gli operatori del settore del turismo all’aria aperta”.

La seconda Delibera riguardante l’urbanistica è quella che ha concesso l’attuazione di un sub-comparto su lungomare Trieste. Grazie a questo atto, il proprietario potrà intervenire sul suo sub-comparto perché in possesso di tutti i requisiti necessari e nell’area è prevista la possibilità di costruire edifici a destinazione turistico-alberghiera. “L’approvazione della delibera – si legge nel comunicato – apre quindi nuove prospettive per il rilancio turistico della zona sud di Roseto degli Abruzzi, come auspicato da tempo dall’Amministrazione Nugnes, attraverso la nascita di nuovi alberghi. La zona sud di Roseto degli Abruzzi, grazie alla sua posizione privilegiata sul lungomare e alla sua vicinanza a importanti punti di interesse, si presta particolarmente allo sviluppo di un’offerta turistica di qualità“.

La terza Delibera urbanistica è quella riguardante la retrocessione di alcuni terreni che da “edificabili” sono tornati ad essere “agricoli”. “Una scelta – conclude la nota – che va incontro alle istanze pervenute dai cittadini di Roseto che hanno presentato apposite manifestazioni d’interesse. In totale sono 13 le aree di Cologna Paese e Santa Lucia (per un totale di 15,8 ettari) che, pur essendo classificate dal punto di vista urbanistico come edificabili, di fatto non potevano essere utilizzate a tale scopo. La Delibera, quindi, va a liberare i richiedenti da un pagamento IMU per terreni che non verranno edificati e, dall’altro lato, va a favorire la politica che punta alla diminuzione del consumo del suolo in un’ottica di risparmio del territorio e di crescita delle aree verdi ed agricole“.


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