
Nel marzo scorso, durante un controllo del territorio in contrada Carapollo a Teramo, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno rinvenuto un bene culturale in stato di abbandono. Il manufatto, una piccola porzione di pietra squadrata che fuoriusciva da un cumulo di terriccio, è stato recuperato dai militari. Si tratta di un fregio architettonico in pietra arenaria raffigurante al centro un volto umano, riconducibile a un angelo, e ai lati due volute a spirale. L’opera presentava i segni di uno strappo non netto ed è stata sottoposta a sequestro per accertamenti. Le indagini hanno permesso di accertare la provenienza della scultura dall’area fermana, nelle Marche. Gli approfondimenti condotti dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, hanno ricondotto l’opera alla Chiesa del Santissimo Crocifisso di Monterubbiano. Agli atti è risultata una denuncia presentata nell’agosto 2023 da Massimo Sgrilli, priore della Confraternita proprietaria del sito, in cui veniva segnalato il furto del fregio dal timpano della facciata principale, avvenuto in un periodo compreso tra il 2002 e il 2019, anni in cui la struttura versava in stato di abbandono. La corrispondenza del bene è stata confermata da un’analisi comparativa metrica e proporzionale eseguita dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Teramo, che ha confrontato il manufatto con le immagini della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC. La scultura è risultata compatibile con l’epoca di costruzione della chiesa, eretta nel 1590 per volere di Paolo Pagani, e coerente con la nicchia del portale rimasta vuota. A seguito della riapertura al culto della chiesa nel maggio 2025, dopo i lavori di restauro, la Procura della Repubblica di Teramo ha disposto la restituzione del bene, che è stato consegnato al priore per il riposizionamento nella sua collocazione originaria.












