Questa mattina la Biblioteca Delfico di Teramo ha ospitato il debutto ufficiale del Comitato per il Sì alla riforma della giustizia. Gli avvocati Valeria Misticoni, Davide Mastroianni e Franco Patella, insieme al social media manager Pierfrancesco Nardini, hanno messo sul tavolo la loro proposta. L’idea di fondo è semplice, ma radicale: dare una scossa alla struttura dei tribunali italiani per garantire che il giudice sia davvero un “terzo” imparziale tra accusa e difesa. I punti chiave? Separazione delle carriere, un secondo CSM e l’arrivo di un’Alta Corte per le questioni disciplinari.

Ascolta la coordinatrice Valeria Misticoni

Si entrerebbe in magistratura con concorsi diversi e si farebbero percorsi totalmente separati. Una delle novità riguarda il modo in cui verranno scelti i membri dei due futuri CSM. I promotori propongono il sorteggio per una parte dei componenti, un sistema pensato per impedire correnti interne alla stessa magistratura. La gestione dei magistrati passerebbe quindi da due organi distinti, entrambi guidati dal Presidente della Repubblica, mentre i provvedimenti disciplinari finirebbero sotto la lente di un’Alta Corte creata apposta per garantire massima trasparenza. Il Comitato rimanda inoltre al mittente i timori dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), convinti che la riforma non indebolisca affatto l’indipendenza dei giudici, ma anzi la protegga.

Ascolta Pierfrancesco Nardini

L’ultimo ma non minimo obiettivo dichiarato dal Comitato è fare pulizia delle fake news che circolano sui social. I promotori smentiscono con forza l’idea che questa riforma porti la magistratura sotto il controllo del Governo ricordando che, nonostante il rumore, moltissimi giuristi sono convinti che il cambiamento alzerà finalmente la qualità della giustizia in Italia. L’attività del comitato prosegue anche nei prossimi giorni. Il 20 febbraio all’hotel Sporting, alle 18, incontro con i cittadini. daranno il loro contributo personalità di spicco sostenitori del referendum.