Ancora un intervento dell’elisoccorso sui monti del Gran Sasso. Due escursionisti impegnati nella salita che porta alla vetta del Corno Grande sono stati raggiunti e recuperati dopo che un attacco di panico li ha colti quando la difficoltà del percorso si è fatta loro più chiara.

Contenti del lieto fine. Tuttavia, si ripropone il problema degli alpinisti “fai da te”. Oltre al pericolo verso il quale essi stessi si espongono, solo quest’anno il Gran Sasso conta otto morti, è opportuno calcolare il rischio che affronta chi ogni volta accorre in loro soccorso. Manovrare in quota un elicottero a pochi metri dalla roccia, sotto lo scacco di colpi di vento improvvisi e clima mutevole in pochi minuti è cosa non facile, al limite dell’impresa. Senza contare il costo del volo che può toccare anche le 5000 euro.

Visto l’esponenziale aumento di questi interventi molte regioni e province stanno cambiando passo. Nei casi di soccorso senza feriti, ovvero, qualora non vi siano esigenze mediche, l’elicottero si paga: in Lombardia 1500 euro l’ora, nel trentino 750, a Bolzano 1000, in Veneto 500 e si scopre che – si legge nel sito MontagnaTV – “anche l’Abruzzo ha provato a ribaltare sull’utente i costi del Servizio. La legge di Istituzione Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo (REASTA) indica che gli interventi dell’elisoccorso privi di carattere sanitario saranno soggetti alla compartecipazione della spesa da parte dell’utente trasportato, che sarà aggravata se si ravviserà un comportamento imprudente da parte della persona soccorsa. Tale legge ha subito una modifica l’anno scorso, ma non risulta ancora applicata per quanto riguarda i costi del soccorso”.


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