Domani sera su Rai 3, Presa Diretta dedicherà un servizio al “caso ponti” della Provincia di Teramo, un esempio, riporta una nota diffusa da via Milli, delle difficoltà strutturali delle Province di secondo livello, chiamate a gestire emergenze infrastrutturali con risorse limitate e procedure lente. Una situazione che finisce per ricadere direttamente sui cittadini. Dopo il crollo del Ponte Morandi, nel 2018, il Governo chiese una ricognizione nazionale sullo stato dei ponti. Teramo, che ne gestisce 207, molti dei quali costruiti negli anni Sessanta in aree pedemontane e montane, stimò un fabbisogno superiore al miliardo di euro per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Per anni, però, si legge ancora nella nota, non arrivarono risposte concrete. Il primo finanziamento giunge solo nel 2022 con il Piano Ponti: 13,1 milioni di euro distribuiti nel triennio 2021-2023, una cifra che obbliga gli enti a destinare parte delle risorse anche alle indagini preliminari. Le Linee Guida del Ministero dei Trasporti impongono limitazioni o chiusure quando emergono criticità e mancano coperture finanziarie, e diversi ponti del territorio rientrano in questa condizione, tra cui Collerenti, i due ponti sul Salinello, l’Ancaranese e il ponte di Fiumicino. Negli ultimi mesi, sulla base degli esiti delle verifiche, la Provincia ha dovuto introdurre limitazioni di carico e traffico su una decina di infrastrutture. Nel 2023 è stato approvato il Piano Ponti 2, che assegna 16 milioni di euro da spalmare in sei anni, poco più di un milione l’anno: una cifra che, ancora una volta, conclude la nota della Provincia, non appare proporzionata alle necessità di un patrimonio infrastrutturale vasto e datato.
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