Per i revisori dei conti ci sono volute venticinque pagine di relazione per dirsi favorevoli all’”Operazione Bonolis” da 4 milioni e mezzo. Bene, ma non benissimo. Il parere favorevole pone un vincolo, pesante, che potrebbe riservare sorprese. Tutto ruota attorno all’interpretazione della natura legale dell’atto che sancisce l’accordo tra la Soleia e il Comune per la restituzione a quest’ultimo dell’impianto di Piano d’Accio. Un’interpretazione che potrebbe valere circa un milione di euro, da sommare ai 4,5 iniziali previsti. Se, come dice l’avvocatura il documento è da considerarsi solo un accordo risarcitorio, l’iva non sarebbe dovuta. Al contrario nel caso di un accordo di natura transattiva, si abbatterebbe la scure del 22% di valore aggiunto. Non sono bruscolini. Il distinguo dei revisori, scritto nero su bianco, sta tutto qui. Il parere favorevole ci sarebbe solo nel primo caso e se così non fosse per l’amministrazione comunale sarebbe un problema enorme. Un aspetto forse non valutato o forse preso in consapevole (in)coscienza. Tocca all’Agenzia delle Entrare sbrogliare la matassa e emettere la sentenza.
Alle 15,30 di oggi, intanto, si è riunita la Commissione consigliare per pronunciarsi sull’argomento. I componenti di minoranza lamentando di non aver potuto esaminare gli atti, “la documentazione – dicono – non sarebbe neanche nella disponibilità della Segreteria“, hanno chiesto che fosse rimandata. Proposta non accolta: “Per noi è stata una commissione al buio – incalzano – una situazione spiacevole che non ci ha consentito di conoscere le carte e fare le nostre considerazioni“. Il consigliere Fracassa per protesta ha abbandonato l’aula.













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