Un vasto sistema di frode fiscale nel commercio dell’argento puro è stato smantellato dalla Guardia di Finanza di Arezzo con l’operazione denominata “Black Silver”, che ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo superiore a 15,7 milioni di euro. L’inchiesta ha fatto emergere un articolato meccanismo fraudolento fondato sull’utilizzo di società “cartiere”, create appositamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire così l’evasione dell’IVA e delle imposte sui redditi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la rete di società di comodo operava come una vera e propria catena fittizia di compravendite, attraverso la quale l’argento puro veniva formalmente movimentato solo sulla carta, mentre nella realtà il sistema serviva a generare crediti fiscali indebiti e a ridurre artificialmente il carico tributario. Un modello già noto nelle frodi carosello, ma qui applicato in modo sistematico al settore dei metalli preziosi, con un giro d’affari di dimensioni rilevanti.
Sono quindici le persone indagate a vario titolo nell’ambito dell’inchiesta, che ipotizza diversi reati di natura fiscale e societaria. Le attività investigative hanno portato a perquisizioni e sequestri non solo in provincia di Arezzo, ma anche in altre aree del Centro Italia, con interventi a Pescara e L’Aquila, a conferma dell’estensione territoriale dell’organizzazione. Il sequestro di beni per oltre 15,7 milioni di euro rappresenta uno dei risultati più significativi dell’operazione e testimonia l’impatto economico della frode scoperta.










