Questa mattina i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro nei confronti di 15 persone, di cui 5 già detenute. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dalla Procura di Catanzaro, ha interessato diverse province tra cui Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati gravi quali associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione illegale di armi. L’indagine ha permesso di fare luce sulla violenta faida tra le ‘ndrine Loielo ed Emanuele, entrambe attive nel territorio dell’Ariola e delle Preserre vibonesi. In particolare, gli investigatori hanno raccolto gravi indizi circa i mandanti e gli esecutori dell’omicidio di Antonino Zupo, ucciso nel settembre 2012, e del tentato omicidio di Domenico Tassone, avvenuto nell’ottobre dello stesso anno. In quest’ultimo agguato rimase vittima il giovane Filippo Ceravolo, del tutto estraneo a dinamiche criminali e colpito accidentalmente dal fuoco dei sicari. Gli inquirenti ipotizzano che tali azioni fossero parte della strategia dei Loielo per riaffermare il proprio dominio criminale nell’area, perso nel 2002 a favore degli Emanuele. Oltre ai fatti di sangue, l’attività tecnica e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno delineato episodi di pressione estorsiva ai danni del tessuto economico locale. Un esponente della famiglia Loielo avrebbe costretto un imprenditore al pagamento di una somma di 20.000 euro, mentre tre affiliati alla cosca Emanuele avrebbero tentato di estorcere denaro a una ditta edile impegnata in lavori pubblici a Sorianello. Nel corso delle operazioni sono state sequestrate numerose armi, tra cui pistole e fucili d’assalto.