Redazione:

Nella notte, una vasta operazione denominata “Anemone”, condotta dai Carabinieri del ROS, con il supporto dei Comandi Provinciali, dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, dell’8° Reggimento Carabinieri Lazio e dei Nuclei Carabinieri Cinofili, ha portato all’arresto di 28 persone. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver preso parte a un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista. L’operazione ha interessato diverse località italiane, tra cui Alba Adriatica, oltre a Roma, Milano, Genova, Reggio Calabria, Napoli, Catanzaro, Livorno, Latina e Pistoia.

Ad Alba Adriatica, i Carabinieri del ROS, insieme a quelli della Compagnia locale, hanno arrestato M.A., un cittadino albanese di 39 anni residente nella cittadina adriatica. Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione legati al traffico di stupefacenti. Sono stati sequestrati oltre 1 tonnellata di cocaina (per l’esattezza 1019 kg.) e 1497 kg di hashish. L’organizzazione, composta da italiani e albanesi, operava con violenza per mantenere il controllo sulle piazze di spaccio. Tra le accuse figura anche un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 italiani, avvenuto nel quartiere romano di San Basilio, base operativa del gruppo.

Al vertice dell’organizzazione, secondo le indagini, vi sarebbe un 57enne calabrese, già condannato per associazione mafiosa e ritenuto un esponente di spicco di una cosca legata alla ‘ndrangheta. Trasferitosi a Roma, l’uomo avrebbe ricostruito una nuova rete criminale coinvolgendo i figli e stringendo alleanze con una cellula albanese responsabile della logistica e dello smistamento della droga.

Lo stupefacente veniva importato dal Sud America e giungeva in Italia attraverso diversi porti, tra cui quelli spagnoli, Rotterdam e Gioia Tauro. Le indagini hanno inoltre rivelato l’uso di sistemi di comunicazione criptati e l’individuazione di cinque latitanti in Spagna, tutti ricercati per reati di traffico internazionale di droga. Sequestri di ingenti quantitativi di stupefacente hanno confermato l’elevato livello organizzativo del sodalizio criminale smantellato.


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