Si è chiusa con oltre 2.200 partecipanti la prima edizione di OOO FEST – Festival del Nuovo Lavoro, l’iniziativa ideata e organizzata da Plug APS che per tre giorni ha trasformato Teramo in un laboratorio aperto sul futuro del lavoro. Un risultato che, secondo gli organizzatori, conferma il bisogno crescente di spazi accessibili e umani in cui interrogarsi insieme sulle trasformazioni in corso.
Il festival ha proposto un fitto programma di talk, incontri e performance dedicati ai temi più urgenti del dibattito contemporaneo: dal lavoro freelance e ibrido all’impatto dell’intelligenza artificiale, dall’evoluzione delle competenze ai nuovi immaginari professionali, fino alla cultura digitale, alle sfide dell’inclusione e al rapporto — sempre più centrale — tra scuola e lavoro.

Accanto al dibattito, OOO FEST ha dato spazio anche alla dimensione artistica, con spettacoli e musica dal vivo che ogni sera hanno chiuso la giornata, trasformando il festival in un’esperienza condivisa non solo dal punto di vista professionale, ma anche culturale ed emozionale.
«Questa prima edizione è stata una scommessa culturale e civica», sottolinea Angelo Di Nicola, presidente di Plug APS. «OOO FEST nasce dalla convinzione che il lavoro vada raccontato a partire dalle persone, dalle loro storie e dalle loro domande. Le oltre duemila presenze ci dicono che c’è una comunità pronta ad accogliere questo approccio. Voglio ringraziare tutte le istituzioni che hanno creduto nel progetto, i volontari e le volontarie, gli sponsor privati, i tecnici e tutte le persone che hanno lavorato con professionalità e competenza per raggiungere questo obiettivo. È stato un lavoro collettivo, e il risultato appartiene a tutti e tutte».

L’edizione 2025 del festival è stata realizzata con il sostegno del Comune di Teramo, della Regione Abruzzo, della Provincia di Teramo, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Università degli Studi di Teramo, della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia e della Fondazione Tercas.
Al di là dei numeri, OOO FEST chiude con un bilancio che punta alla qualità più che alla quantità: l’avvio di una nuova narrazione del lavoro, più vicina alle persone, attenta alle trasformazioni e capace di generare ascolto, visione e futuro.













