Una lettrice che gestisce anche un’attività in città ci scrive:
“Oggi a pranzo da me, come spesso accade, sono passati un papá con le due figlie adolescenti. Hanno esordito dicendo: ci siamo fermati qui a Teramo, perché le mie ragazze volevano visitare il castello Della Monica, siamo arrivati lì ed era tutto chiuso, Senza neanche una tabella che spiegasse il motivo, Oppure degli orari. Abbiamo visto soltanto siti archeologici chiusi, impalcature e grú.
Io, che sono Teramana Doc e mi sento umiliata quando qualcuno altro critica Teramo, ho cercato di spiegare che il castello é in fase di ristrutturazione, cosí come tante zone della cittá. Il turista mi ha risposto: signora, la gente che viene a visitare un centro storico, queste cose non le vuole sapere… Noi abbiamo guardato su internet cosa c’era da visitare, ma nulla di tutto questo, tranne il Duomo, é stato possibile vedere. A quel punto, l’ unica cosa che mi rimaneva da fare, per salvare il salvabile, era indirizzarli allo IAT ( CENTRO INFO PER TURISTI). Per terminare, mi chiedo, facciamo di tutto per offrire servizi efficienti, facciamo investimenti, creiamo eventi, ma poi, se scivoliamo su una buccia di banana, che senso ha tutto questo?”
Coincidenza vuole che l’episodio abbia anticipato di un giorno la presentazione del nuovo sito “polomusealeteramo.it” avvenuta stamani presso la sede dell’Arca in largo San Matteo. Qualcuno già lamenta distonie tra la verità del mondo digitale e quello reale. Se così fosse non sarebbe una buona vetrina per Teramo e i teramani.











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