Il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha espresso una posizione critica in merito alla bozza di riorganizzazione del servizio di emergenza sul territorio regionale, evidenziando come “la bozza di rimodulazione dell’assetto territoriale delle postazioni 118 sul territorio regionale non fa che porsi coerentemente in un percorso che parte da lontano e che disegna un Abruzzo diviso in due anche sul piano sanitario”. Secondo il primo cittadino, nel nuovo disegno “la provincia di Teramo, che già sconta una situazione di svantaggio rispetto alle altre per numero di postazioni con mezzo di soccorso avanzato, con la rimodulazione perde anche quella di S.Omero, dove viene prevista la cosiddetta ambulanza India, con infermiere a bordo”, un provvedimento che giunge “a fronte di una programmazione regionale, sancita dalla DGR 589-2023, che di postazioni con mezzo di soccorso avanzato h 24 ne prevedeva addirittura 6”. Nel corso del comitato ristretto dei sindaci, l’amministratore ha depositato un documento in cui contesta le scelte della Regione Abruzzo, osservando che “questa riorganizzazione risponde esclusivamente alla carenza di personale medico dell’emergenza territoriale, in particolare nella ASL di Teramo, prendendo semplicemente atto delle risorse esistenti”. Pur riconoscendo l’impegno dell’azienda sanitaria locale per mantenere la capillarità del servizio, D’Alberto ha rimarcato la disparità di trattamento tra le diverse aree abruzzesi, ponendo l’accento sul fatto che “la provincia di Teramo, nonostante la sua particolare conformazione geografica e un ampio tratto di territorio montano, conti oggi un numero di postazioni con mezzi di soccorso avanzato di gran lunga inferiore a quello di un territorio come Pescara”, giungendo alla conclusione che l’attuale proposta confermi “un Abruzzo che, anche in termini di sanità, è spostato completamente sull’asse l’Aquila e territorio metropolitano Chieti-Pescara, con il Teramano ancora una volta messo da parte”.

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