Sulle case di via Longo negli ultimi giorni si snoda con particolare violenza verbale il dibattito nella politica cittadina. Quelle palazzine così ordinatamente in fila appena sotto via De Gasperi, a suo tempo dignitose case popolari e oggi rifugio di ogni tipo di personaggi, sono diventate il simbolo della mancata rinascita della città di Teramo. Di quelle case si parla da anni. Molte sono sotto ordinanza di sgombero, solo carta straccia per chi non sa dove andare. Altre sono sigillate per impedirne l’ingresso, sigilli effimeri dei quali ci si fa beffe. Si contano anche delle morti in una di quelle palazzine. Una coppia che per ripararsi dal freddo ebbe l’idea di scaldarsi col fuoco. La morte arrivò in silenzio tra quelle pareti spoglie e isolate dal resto del mondo.

In consiglio comunale il dibattito si è fatto acceso e tutto ruota su una questione: soldi. Nel corso dell’ultima seduta si è approvata una delibera per la ristrutturazione di quelle case, “attraverso la richiesta – si legge in un documento della maggioranza – di un mutuo di 2milioni e mezzo”. Se il fine è meritorio il metodo è gravoso.

Il Comune, da quel che si è appreso vanta un avanzo di bilancio 2023 di 5 milioni di euro. Da questi vanno detratti i 2 milioni di anticipo per il recupero del Bonolis, e circa 900mila accantonati per la vicenda Mo.Te. società nella quale il Comune è presente in quota. Rimangono circa 2 milioni di euro che, secondo la vice sindaco Di Padova, non sono del tutto fruibili per altri impegni presi. Ci si appresta quindi per condurre in porto alcuni interventi, a chiedere 9 mutui alla CDP per un totale di molto superiore ai 9 milioni, così suddivisi: 1 milione 350mila per l’acquisto dell’ex Banca d’Italia, 2 milioni e 500mila per le case di via Longo, 1 milione per la manutenzione delle scuole, 2 milioni, si cita testualmente, “per il completamento delle opere anche legate a finanziamenti di altri enti e/o in compartecipazione con gli stessi con particolare riguardo al potenziamento e alla valorizzazione del patrimonio” (?) e infine, 2milioni e 500mila per la manutenzione straordinaria delle strade, comprese le opere di urbanizzazione. Ci si chiede, tra le altre cose, se vi siano i requisiti visto che anche la responsabile del settore finanziario del Comune Daniela Cozzi ha dato parere favorevole solo per la contrazione del mutuo per la ex-Banca d’Italia.

Ma tuttavia, scorgendo la lista degli interventi da finanziare l’attenzione ricade sul punto che riguarda il mutuo per la manutenzione delle strade. Ci si domanda perchè l’amministrazione non abbia richiesto a suo tempo, viste le ristrettezze di bilancio, di essere ammessa ai fondi antisismici USR, fondi utilizzabili allo scopo predisposti dal commissario di Governo per la ricostruzione Legnini che, tra l’altro, è della stessa area politica. Incuria, disattenzione, poca visione? Un esempio positivo è venuto dal Comune di Campli del sindaco Agostinelli che si è visto finanziare opere per 1 milione di euro. Rimane difficile pensare che il terremoto abbia danneggiato le strade di Campli e risparmiate invece quelle del capoluogo al punto da indurre gli amministratori a non fare richieste “pretestuose”. Viste le proporzioni il comune di Teramo avrebbe certamente ottenuto una cifra anche maggiore, col risultato probabile di poter evitare per soddisfare i suoi obbiettivi, la contrazione di un ulteriore mutuo o nel peggior dei casi richiederne uno più contenuto. E forse via Longo…


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