L’ambientalista Augusto De Sanctis ha presentato un esposto alla Procura di Sulmona, al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea in seguito alla morte di due cuccioli di orso marsicano avvenuta nei giorni scorsi nel laghetto di Scanno.

Nel documento si evidenzia che l’area del laghetto, pur essendo esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, rientra pienamente nella Zona Speciale di Conservazione europea designata per la tutela dell’orso bruno marsicano, specie prioritaria per l’UE.

De Sanctis sottolinea che la Commissione Europea destina risorse economiche specifiche per misure di conservazione in quest’area, la cui gestione è demandata all’Ente Parco. L’attivista precisa che, ai fini delle normative europee, la perimetrazione della ZSC è più rilevante di quella del parco. L’esposto ricorda inoltre che dal 2010 ad oggi sono sette gli orsi annegati in circostanze simili, in tre episodi distinti, sottolinenando che il rischio di incidenti del genere è molto alto.

Tre i principali punti sollevati nell’esposto: gli aspetti progettuali del laghetto, con particolare riferimento alla Valutazione di Incidenza Ambientale; la gestione e la successiva manutenzione della struttura; e la questione della Zona Speciale di Protezione e il ruolo dell’Ente Parco.

“Alla Procura – spiega De Sanctis in una dichiarazione riportata dall’agenzia ANSA – ho chiesto di valutare la sussistenza di eventuali reati, tenuto conto del particolare status di protezione accordato alla specie sia a livello comunitario che nazionale. Al Ministero di promuovere un’azione risarcitoria anche in sede civile e di valutare l’operato del parco. Alla Commissione Ue di verificare se lo Stato, dopo tutti i soldi pubblici spesi in progetti europei Life per l’orso (circa 15 milioni di euro), stia attuando realmente le misure di conservazione necessarie”.


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