All’alba un vasto blitz dei Carabinieri della Compagnia dell’Aquila, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di quaranta persone ritenute parte di tre gruppi criminali dediti al traffico e allo spaccio di cocaina. L’operazione, battezzata “Coca Delivery”, ha impegnato militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, le Stazioni di Sassa e Montereale, reparti dell’Arma in diverse regioni, unità cinofile, squadre di intervento operativo e un elicottero del 16° Nucleo di Rieti. L’indagine, avviata nel gennaio 2025 dopo alcuni arresti in flagranza, ha permesso di ricostruire un sistema di spaccio definito dagli investigatori “altamente strutturato”, attivo almeno dal 2022 e organizzato per garantire continuità e protezione dai controlli. Secondo gli inquirenti, i vertici reclutavano giovani stranieri, soprattutto albanesi, fatti arrivare in Italia con visti turistici e poi dotati di auto a noleggio, telefoni, sim card e alloggi nelle periferie dell’Aquila. La circostanza di essere incensurati avrebbe rappresentato un elemento chiave per eludere le verifiche: in caso di controlli, una volta rimessi in libertà, molti rientravano rapidamente nel Paese d’origine rendendo più complesso il lavoro investigativo. Gli accertamenti hanno delineato tre gruppi paritetici, capaci di alternarsi nella gestione del mercato della cocaina per assicurare approvvigionamento costante e ridurre i rischi legati a eventuali arresti. Nel corso dell’attività sono stati eseguiti sedici arresti in flagranza, sequestrato circa un chilo di cocaina, ricostruite oltre 3.200 dosi e stimato un giro d’affari di 125 mila euro. Più di cento persone sono state segnalate alle Prefetture come assuntori e complessivamente sono stati contestati 135 capi d’imputazione. (Immagine di repertorio)
commenti












