Da un comunicato diffuso dalla UGL Salute Abruzzo emerge una critica alla gestione delle risorse destinate al personale sanitario e alle recenti proteste sul taglio delle somme del cosiddetto “Decreto Calabria”. Il segretario regionale Stefano Matteucci sottolinea che la situazione attuale non può essere attribuita solo alla mancata erogazione dei fondi regionali, ma è il risultato di scelte condivise negli anni precedenti. “Già dal 2025 la UGL Salute aveva denunciato il rischio concreto che il mancato introito del Decreto Calabria e la proliferazione degli incarichi avrebbero prodotto effetti negativi sulla produttività e sulle progressioni economiche del personale”, afferma Matteucci, ricordando che “l’aumento degli incarichi di funzione nella Asl di Teramo ha inciso sul fondo comune, sottraendo risorse a infermieri, OSS, tecnici e amministrativi”. Il segretario aggiunge che “la stessa Asl ammise che il trasferimento di quote dal fondo premialità verso il fondo incarichi fu deciso con accordi condivisi dalle organizzazioni sindacali titolari della contrattazione integrativa”, evidenziando la contraddizione di chi oggi protesta. Secondo la UGL, le conseguenze di tale gestione sono ormai evidenti: progressioni economiche ridotte, produttività decurtata e salari accessori impoveriti. “Mentre migliaia di dipendenti subiscono il peso di queste scelte, qualcuno tenta di riscrivere la storia fingendo di non aver avuto alcun ruolo”, conclude Matteucci, sostenendo che “i lavoratori meritano chiarezza, coerenza e soprattutto verità”.