Giá mi sento raccontare al mio futuro nipote ( speriamo presto) le vicissitudini di una città, la mia cittá. La stessa che pavoneggiava la bellezza di un teatro che pochi possedevano… Che piú in lá con gli anni, ospitava nelle strade e nelle piazze, caserme, banche prestigiose, miriadi di uffici, centinaia e centinaia di studenti universitari che pullulavano nei corridoi dello stabile di scienze politiche in viale Crucioli! Tante vetrine illuminate, negozi che ancora oggi vengono ricordati per la bellezza e la bravura degli storici proprietari.
Militari che dalle caserme uscivano a flotte e si riversavano in tutto il centro storico. Una fontana in piazza che zampillava allegramente, perché allegre erano anche le persone. ” Lo struscio” pomeridiano poi? Non poteva e non doveva mancare.
Ma, con il passare degli anni, dell’ egoismo dell’ uomo,del Dio denaro, della voglia di potere, tutto ciò che era stato costruito, venne pian piano cancellato, abolito, distrutto e la Cittá, iniziò ad invecchiare per la tristezza , e la trascuratezza…
Iniziò a perdere pezzi, come un giocattolo rotto….
Quando mio nipote mi chiederá : e poi Nonna, come é andata a finire? A quel punto, non mi resterá che sperare in un finale che non potrá deludere né lui e tantomeno me!














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